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La Repubblica, Giovedì 30 dicembre 1999
Dorelli, magnifica canaglia
L'attore al Verdi con un classico di Broadway
Una magnifica canaglia. E' Jack, un cantautore sul viale del tramonto,
che per tutta la vita ha usato le battute come scudo verso la realtà
e che è un campione nell'arte di sottrarsi alle sue responsabilità.
Jack, la magnifica cancaglia, ha il sorriso sornione di un mattatore
come Johnny Dorelli. Protagonista de "L'amico di tutti" pièce
del '78 di Bernard Slade, riadattata da Tullio Kezich e Alessandra Levantesi.
La regia è di Piero Maccarinelli e co-protagonista è una
sensuale e brillante Daniela Poggi. "L'amico di tutti" (titolo
originale "Tribute") è stato uno dei maggiori successi
di Broadway ed un film fortunato con Jack Lemmon. In Italia il testo
fu messo in scena, una quindicina d'anni fa, da Alberto Lionello. Al
Verdi lo spettacolo con musiche di Armando Trovajoli è piaciuto, anche
se "L'amico di tutti" ha bisogno di altre repliche per essere ben rodato
e per cancellare alcuni tempi morti che - a pochi giorni dal debutto
- sono normalità. Gli attori poi - già bravi - dovranno superarsi per
spazzare quei fili di polvere che il testo di Blade mostra in alcuni
momenti. Dorelli, attore-cantante, adorato dal pubblico di mezza età,
va a nozze col personaggio di Jack, un uomo affascinante, che sa di
esserlo. Jack-Dorelli ha fatto dei suoi vizi virtù, trascorrendo la
vita a sprecare talento, fra donne e champagne, è riuscito a farsi perdonare
tutto grazie allo charme, alla maniera brillante con cui ha sempre approntato
(c'è sfuggito?) alle situazioni. Jack ha saputo sempre far ridere tutti
e vuole farlo anche adesso, pur sapendo che potrebbe avere pochi mesi
di vita, a causa di una terribile malattia come la leucemia. Come ha
fatto per tutta l'esistenza - lui che componeva le sue canzoni copiando
motivi famosi - cerca di bluffare anche sul viale del tramonto. Magari
ironizzando sulla sua malattia. Jack-Dorelli sa essere poetico, soprattutto
quando cerca di recuperare la situazione con l'unico figlio o - quantomeno
- di riuscire ad instaurare, per la prima volta, un rapporto con lui.
Nei momenti brillanti, l'attore sembra privilegiare - rispetto all'amara
ironia - un humor goliarico, leggero. Tipico di un personaggio che -
anche sull'orlo di un precipizio - è capace di ricordarci l'infanzia
perduta. Come capita nella vita di tutti i giorni a Jack e a Dorelli,
lo spettacolo si svolge fra quotidianità e teatro. I suoi più cari amici
gli hanno organizzato una serata d'onore in teatro e spesso, a sorpresa,
appaiono dalla platea, illuminati da una luce ad occhio di bue. Il pubblico
si entusiasma negli attimi in cui Dorelli suona il piano o canta. Davvero
suggestivo è il momento della canzone finale, che Dorelli canta in uno
sfondo da "luci della ribalta". La regia di Maccarinelli esalta le caratteristiche
dei personaggi. Così Daniela Poggi è brava nel ruolo di Maggie, l'ex
moglie che ancora ama la magnifica canaglia Jack. Luigi Palla esalta
- la seriosità del figlio Ted. Federica Bonani è una vamp con mossettine
e versetti alla Valeria Marini. Bene anche gli altri interpreti: Pier
Senarica, Antonella Fabbrani, Sara Alzetta. Le scene di Alessandro Chiti
conducono in un teatro immaginario e in un appartamento lussuoso.
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