Mario Smeriglio
presenta

LA STRADA
di Federico Fellini
adattamento e riduzione teatrale di
Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi

con
FABIO TESTI
RITA PAVONE

e con
Gianni Williams Bonos

regia
Filippo Crivelli

scene Danilo Donati
costumi Danilo Donati e Silvana Pantani
musiche Nino Rota
coreografie Marco Stopponi



Rivedere "La Strada" di Federico Fellini nell'ipotesi di realizzarne una versione teatrale è stata oserei dire una folgorazione: perché in questo film povero, semplice, delicato, sta nascosta una storia che farà scaturire in seguito una serie di temi modernissimi, ricchi di intuitivi segnali per gli anni angoscianti che sarebbero seguiti. Tullio Pinelli che tanto giustamente ama questo suo soggetto, con personaggi di grande rilievo umano e disumano, aveva trovato in Federico Fellini il suo geniale "alter ego": saremo noi capaci di ricreare questa umilissima storia, fatta di nulla, ma piena di risonanze universali? Non vorrò certo fare un ricalco di quegli indimenticabili interpreti: Rita Pavone sarà una "nuova" Gelsomina e nel suo prepotente fisico Fabio Testi caricherà di diversa personalità il "suo" Zampano, e Gianni Williams (uno degli ultimi rappresentanti della leggendaria famiglia dei Bonos) sarà un Matto imprevedibile e del tutto originale. Dimentichiamo il film dunque e vedremo l'evocazione di una storia di povera gente dove Gelsomina è alla ricerca disperata di un amore che è affetto, è dolcezza, è soprattutto non solitudine; dove Zampano rifiuta nella sua falsa forza la necessità di comunicare; dove il Matto vive in allegria l'attesa di una morte annunciata. Attorno ai tre personaggi principali si rincorrono tante piccole figure, a popolare il viaggio "on the road" di Zampano e Gelsomina: miseri clowns di circhi di periferia, ingenue suorine, vedove in ansia e donne di strada, sposi freschi di nozze, padroni di circo dispotici e via dicendo. Un carosello di attori e attrici piccoli e grandi che in un imprevisto trasformismo saranno i "jolly" dello spettacolo, pronti a raccontare ed a vivificare questa strada non più cinematografica ma teatrale. E naturalmente Nino Rota con le sue musiche accompagnerà questo viaggio: canzoni, marcette, suoni magici con l'indimenticabile tema di Gelsomina suonato con la tromba e poi cantato da Rita Pavone. E' un'avventura difficile che vogliamo affrontare: non è un "musical" ma qualcosa forse di più, non è teatro di prosa soltanto... insomma è La Strada di Tullio Pinelli, Federico Fellini e Nino Rota ma riproposta in teatro con l'entusiasmo, il rispetto, le ansie e le gioie di attori di oggi.
Filippo Crivelli

Trasferire in teatro la sceneggiatura del film "La Strada" è un progetto di cui sovente avevamo parlato con Federico Fellini, anche in considerazione delle continue richieste che ce ne pervenivano da ogni parte del mondo. Già ne esisteva una versione di grande successo come balletto; e già si prospettava una trasposizione sulle scene come commedia musicale da parte di una impresa londinese che poi infatti ne ottenne l'esclusiva. Noi, invece, si pensava proprio ad un testo di prosa, basato sulla forza, appunto drammatica della vicenda e dei personaggi: Gelsomina, Zampano, il Matto, rimasti validi e quasi leggendari ovunque, anche nel passare degli anni. Ho ripreso questo progetto, purtroppo rimasto tale, dopo la scomparsa di Federico. E' anche stato, per me, un modo di continuare il mio lungo e fedele discorso con Lui; ma poi ho desiderato e richiesto il contributo di un altro autore, meno vincolato di me dai ricordi e dalla assoluta fedeltà del testo originale. Credo sia stata una collaborazione felice e sono sempre, e sempre di più, fiducioso nella validità senza tempo della favola allora inventata con Fellini e nella commozione che quella favola continua a suscitare nel pubblico di ogni paese. Affido il nostro testo ai bravi attori che con tanta cura sono stati prescelti, e all'eccellente opera del Regista.
Tullio Pinelli