Teatro Eliseo
Compagnia Glauco Mauri

presentano


IL RINOCERONTE
di Eugène Ionesco

con
GLAUCO MAURI
ROBERTO STURNO

regia di
Glauco Mauri

scene Mauro Carosi
costumi Odette Nicoletti
musiche Antonio Sinagra


Urlo disperato contro l'alienazione
Come avrebbe affrontato Ionesco e il suo Bérenger la corsa dei giorni nostri verso una globalizzazione crescente priva di sussulti creativi, che sembra portare ad una progressiva mancanza di identità dell'individuo e ad una omologazione verso il basso? Credo proprio che Bérenger avrebbe trovato qualche ragione in più per il suo urlo disperato. E i barriti gli sarebbero sembrati ancora più vicini (o l'indifferenza dei più li avrebbe resi addirittura più lontani). Così l'alienazione, figlia o madre della follia contemporanea, diventa protagonista di questo amaro "divertimento" genialmente premonitore di Ionesco. Ci sono opere (letteratura , teatro, o cinema che siano) che hanno la forza grande di prevedere il futuro. Questo avvenne sin dal suo primo apparire per il "Rinoceronte", così come è stato a mio avviso (con emozioni e turbamenti per molti aspetti simili) per "Prova d'orchestra" di Fellini.
Quando con Glauco Mauri e Roberto Sturno abbiamo deciso di compiere alcuni sforzi comuni per un progetto che avevano ideato sulla follia, questo "Rinoceronte" è stato subito, di slancio, scelto fra gli spettacoli che in un triennio
volevamo proporre all'attenzione del pubblico, proprio perché figlio del nostro tempo, e anche per l'attenzione che l'Eliseo quest'anno riserva alla drammaturgia europea da Cechov a Bernhard, a Marguerite Duras, a Dario Fo e a Ionesco, appunto.
Poi ci sono i ricordi. Il mio è quello di un giovane critico teatrale che cercava negli anni Settanta di capire le ragioni vere per vivere anche di teatro, captarne le emozioni, le delusioni, le speranze.
La prima edizione del "Rinoceronte" (con la "Compagnia dei 4" diretta da Franco Enriquez con Valeria Moriconi, Glauco Mauri, e successivamente Mario Scaccia) appartiene alla categoria delle emozioni che mi hanno aiutato a credere in questo lavoro. Anche per questo oggi Valeria Moricone ne "Il Gabbiano", Glauco Mauri nel nostro "Enrico IV" e ora Mauri e Sturno nel "Rinoceronte" sono nella Casa dell'Eliseo.

Maurizio Scaparro

Il punto di partenza del mio rinoceronte
Il rinoceronte deve la sua esistenza anche a una esperienza vissuta da Denis de Rougemont, un autore di cui Ionesco aveva grande stima e che aveva assistito nel 1938 a Norimberga a una
manifestazione nazista. Così scrive Ionesco: "…attendo Hitler i presenti stavano già dando segni di impazienza, quando, in fondo a una via e rimpiccolito dalla distanza apparve il Fürher circondato dal suo seguito. Lo scrittore vide la folla, progressivamente travolta da una specie di isterismo, acclamare con frenesia l'uomo sinistro. L'isterismo si spandeva, avanzava con Hitler come una marea. Sulle prime Denis de Rougemont rimase sbalordito di fronte a questo delirio. Ma quando il Fürher si avvicinò e tutti, intorno a lui, furono contagiati dal generale isterismo, lo scrittore si accorse che quel furore cercava di impadronirsi anche di lui, che quel delirio "l'elettrizzava". Stava per soccombere a quella magia, quando qualcosa salì dal profondo del suo essere, opponendosi alla tempesta collettiva. Si sentiva a disagio, spaventosamente solo in mezzo alla folla; aveva resistito ed esitato allo stesso tempo. Poi sentendosi "letteralmente" drizzare i capelli in testa, capì ciò che significa Orrore Sacro. In quel momento non era il suo pensiero a resistere, non erano le argomentazioni che gli venivano in mente; era la sua "personalità" che si ribellava. Ecco: probabilmente il punto di partenza del "mio" rinoceronte.
Eugène Ionesco