Francesco Bellomo
presenta



NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI
di Annibale Ruccello


con
GIULIANA DE SIO

e con
Walter Da Pozzo, Rosaria Di Cicco,
Alessio Di Clemente, Totò Onnis

e con la partecipazione di
Rino Marcelli

regia
Enrico Maria Lamanna

scene Sergio Tramonti
costumi Teresa Acone
musiche Carlo De Nonno


"A PROPOSITO DI "NOTTURNO …"
Quando nell'estate del '96 Giuliana De Sio ed Enrico Maria Lamanna mi proposero la messa in scena di "Notturno di donna con ospiti", rimasi piuttosto perplesso. Avendo infatti colta l'importanza drammaturgica del testo, non riuscivo a spiegarmi il motivo per cui altri produttori, ai quali era stata precedentemente proposta l'operazione, non l'avessero realizzata. Il tutto era da ascriversi probabilmente alla generalizzata "ostilità" di certi teatri, nei confronti della drammaturgia italiana contemporanea. Attratto da sempre da tutto ciò che presenta difficoltà, dopo una breve riflessione che mi porta in certi casi ad agire controcorrente, e sostenuto dagli amici Elio Schiavoni, Giovanni e Barbara Vernassa, decisi di intraprendere l'avventura. Con mia grande soddisfazione alla fine della stagione il successo di critica e di pubblico è stato talmente lusinghiero da indurmi a programmare un nuovo ciclo di circuitazione non preventivata.Lo spaccato di vita della periferia napoletana è stato presentato con cruda efficacia dal regista Enrico
Maria Lamanna, grazie anche all'eccezionale interpretazione di Giuliana De Sio e Rino Marcelli, e dell'intero cast di alto livello. La sapiente mano del regista ha saputo cogliere gli aspetti più significativi di un testo in apparenza drammatico, percorso tuttavia ora da un coacervo di sentimenti contrastanti, ora da una naturale comicità, recuperando peraltro il finale dell'ultima stesura di "Notturno", voluto e condiviso dalla madre dell'autore che segue ancora oggi rigorosamente la "vicenda drammaturgica" dell'indimenticabile Annibale. Ingredienti, questi, che hanno consentito la fruizione dello spettacolo anche da un target di pubblico, in particolare giovane, che in genere diserta le sale teatrali.
Francesco Bellomo Produttore Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché il viaggio nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere.
Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità. Una serie di colpi di scena con un occhio al cinema "thrilling"; ma mentre "le cinque rose" ha come riferimento il cinema di Hitchcok, di Argento, di Polanski, nel "Notturno" domina quello anni '70, per intendersi di Scorsese e di Kubrik. I canoni sono sempre gli stessi: il luogo isolato, il protagonista barricato all'interno, la minaccia esterna che semina orrore e sgomento fino ad un catartico finale. L'azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all'alba. Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva. Un progetto in definitiva che segna l'ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli.
Enrico Maria Lamanna