Magnifico s.r.l.
presenta

LA DONNA GIGANTE
di Livia Ravera

con
ATHINA CENCI

regia




La "Donna gigante " è tutte noi: comune e straordinaria. La raccontiamo in due tempi: una giornata del 1985, quando ha trent'anni, un lavoro da impiegata, un figlio di sei anni, un marito carino e tenero con cui fa l'amore di corsa, la sera, dopo aver fatto un bucato serale, croce e delizia delle donne che lavorano. E poi la raccontiamo dieci anni dopo: ha fatto carriera ma non è autorevole (le donne non lo sono mai!), ha più libertà in teoria ma in pratica, oppressa dal perfezionismo femminile, lavora più di prima. Ha un figlio adolescente che le scappa di mano, un marito con cui fa l'amore in cinque minuti anche se non ha più il bucato da fare. Il suo problema è sempre il tempo: quello che non basta mai, perché le donne lavorano su tre fronti (quello domestico, l'obbligo seduttivo, la carriera, conquista recente, dal retrogusto amaro), perché la città è nemica a chi non può più permettersi il lusso della "casalinghitudine". Quello che passa, il tempo inarrestabile, che macina bellezza e gioventù sogni, progetti, utopie e voglia di cambiare. Sono due monologhi che evocano una folla di personaggi: padre, madre, amante del padre, capufficio e subalterno (maschio, una vera iattura averli sotto), la portinaia, il figlio, la ragazza del figlio. Sono due monologhi che sono dialoghi: dialoghi di una donna con sé stessa, con i suoi fantasmi, con la sua smania di essere perfetta. Madre, moglie, figlia, donna, uomo. Un essere umano completo. Una donna gigante, apppunto. Una che rischia di rimanere sepolta sotto lo sforzo. Il tono è quello della chiacchiera fra femmine, inimitabile: tragico e leggero, fatuo e subito dopo profondo, sempre in bilico fra una traboccante allegria e l'amarezza di un'ironia lucida. Quasi disperata.
Lidia Ravera