Compagnia del Teatro Carcano
diretta da Giulio Bosetti
in collaborazione con
Teatro Doninzetti di Bergamo
presentano



ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
traduzione Patrizia Valduga

con
GIULIO BOSETTI
MASSIMO DE FRANCOVICH
ANTONIO SALINES
ENRICO BONAVERA


regia
Patrice Kerbrat

scene e costumi di Edouard Loug
costumi Violette De Kerkidouar
Luci Laurent Béal


La produzione della Compagnia del Teatro Carcano di Aspettando Godot (debutto nazionale a Bergamo, Teatro Donizetti, il 19 febbraio 1999) è da considerarsi un evento eccezionale: si avvarrà infatti della regia di Patrice Kerbrat, uno degli artisti più interessanti della scena parigina, già collaboratore della Comédie Française, sotto la cui direzione hanno preso vita alcuni degli allestimenti di classici più applauditi in Francia negli ultimi anni, tra i quali Il padre di Strindberg. Lungo viaggio verso la notte di O'Neill e Zio Vanja di Cechov, oltre allo stesso En attendand Godot (1996), interpretato a Parigi da Pierre Arditi, Marcel Maréchal e Robert Hirsch. Aspettando Godot (1948) è ormai considerato un capolavoro assoluto nella drammaturgia contemporanea: è un affresco lucido e desolato della tragicità della condizione umana, pervaso da un incombente senso di solitudine e impotenza, attraverso i cui dialoghi, apparentemente scollegati e privi di significato, Beckett lascia filtrare un profondo e sofferto sentimento di umana disperazione. Ed è interessante, perciò - specie per un pubblico giovanile - una sua proposta alle soglie del Duemila. Di tutte le forme di riso che a rigor di termini non sono forme di riso, ma di ululato, soltanto su tre, penso che valga la pena di soffermarsi, cioè l'amara, la vuota e la cupa. "Esse corrispondono a successive, come dire successivi, suc… successive escoriazioni dell'intelletto, e il passaggio dell'una all'altra è il passaggio dalla minore alla maggiore dalla inferiore alla superiore, dalla esterna alla interna, dalla grezza alla raffinata, dalla materia alla forma. Il riso che oggi è cupo una volta era vuoto, il riso che una volta era vuoto una volta era amaro. Il riso amaro ride di ciò che non è buono, è il riso etico. Il riso vuoto ride di ciò che non è vero, è il riso intellettuale. Ma il riso cupo è il riso dei risi, il risus purus, il riso che ride del riso, colui che contempla, che saluta lo scherzo più nobile, in una parola, silenzio prego, il riso che ride di ciò che è infelice".
Samuel Beckett