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"Nel
corso degli anni. durante le ore della sera e della notte, Sancio Panza,
che però non se ne è mai vantato, procurò al suo diavolo, cui diede
in seguito il nome di Don Chisciotte, una quantità di romanzi di cavalleria
e di brigantaggio e riuscì ad allontanarlo da sé in maniera che questi,
privo di controllo, compì le più matte gesta, le quali però, in mancanza
d'ogni oggetto prestabilito - che avrebbe dovuto essere appunto Sancio
Panza -, non fecero del male a nessuno. Da uomo libero Sancio, imperturbabile
e forse animato da un certo senso di responsabilità, segui Don Chisciotte
nelle sue scorribande e ne ricavò, sino alla sua fine un grande e utile
divertimento".
Franz Kafka
Il Don Chisciotte è uno dei più grandi libri del mondo che per la sua
corposa comicità, la dolente umanità, la ricchezza dei dialoghi, contiene
un'intima vocazione a farsi teatro. Un libro crudele pieno di spietata
violenza capace di percuotere un vecchio mentre sta "giocando" come
un bimbo immerso nella sua infanzia, sullo sfondo di uno scenario dove
gentilezza e pietà sembrano essere bandite. Due eroi (Sancio Panza e
Don Chisciotte) le cui ombre si mescolano in una e si sovrappongono,
formando un'ambigua unità, che gradualmente perdono contatto con il
libro che li ha prodotti; che abbandonano lo scrittoio del suo autore
per vagabondare nell'universo e che da oltre trecento anni stanno cavalcando
nelle giungle del pensiero umano, più grandi oggi di quanto lo fossero
nel grembo di Cervantes. Il Don Chisciotte più che un antidoto contro
i libri di cavalleria, è un innocente e segreto congedo nostalgico.
Un personaggio, che uscito buffone dalle mani del suo creatore, nel
corso della storia è diventato un santo Il suo blasone è la pietà, il
suo vessillo la bellezza. L'unica cosa che conta è il suo essere gentile
generoso puro, solitario e valoroso. La parodia è diventata pietra di
paragone. Queste le direttrici principali che ispirano la versione teatrale
della compagnia I fratellini che continua la sua ricerca sul "comico"
attraverso un grande testo popolare.
Dalle note di regia di Egisto Marcucci
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