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Un viaggio
non cronologico affidato alla fantasia: un percorso tematico che, alternando
i modi del vaudeville e del grottesco arriva a momenti tragici ed unisce
Zanni, Arlecchino, Pulcinella, Ruzante ad alcuni "tipi" caratteristici
del teatro russo d'avanguardia. Quando il percorso di un attore si intreccia
per anni con diverse maschere, antiche e moderne, quando dallo studio
delle maschere tradizionali si passa alla ricerca di una propria maschera,
di una maschera contemporanea, allora si può veramente percorrere un
viaggio attraverso il mondo delle maschere. Innanzitutto le situazioni
in cui queste maschere si trovano ad agire sono simili e le portano
ad assumere comportamenti e atteggiamenti comuni: la povertà e la faine
(grandi protagoniste della storia), il desiderio del sesso, la condizione
di servo, quella di piccolo-borghese. A tutto ciò i personaggi - piccoli
uomini- reagiscono come antieroi che, attraverso l'ironia e la fantasia,
combattono una personalissima ed umanissima battaglia. Poi le tecniche
teatrali che nello spettacolo si contaminano fra loro: dall'uso della
pantomima pura all'interpretazione rigorosa delle maschere dalla Commedia
dell'Arte, alla creazione di un "tip-tap" di una maschera senza maschera,
che si rifà alla tradizione così come ai moduli dell'avanspettacolo.
Infine il linguaggio: nel corso dello spettacolo si incontrano diversi
dialetti, e di ognuno viene valorizzata la violenta carica espressiva.
Poi le analogie con i grandi monologhi della storia del teatro e l'uso
iperbolico dello scioglilingua, per finire con il linguaggio del Ruzante,
una delle sintesi fantastiche più efficaci del teatro. Una storia-nonstoria,
che, grazie all'accurata drammaturgia di Siro Ferrone e agli inconfondibili
"segni" di Emanuele Luzzati, diventa quasi una storia del teatro. Lo
spettacolo è composto da 8 scene e rimanda a vari autori. Le fonti delle
prime 3 scene sono gli scritti di anonimi del '600. La scena 4a è tratta
dallo Schweyk di Brecht e la scena 5a da Ruzante Anconitane e Prima
Orazione. La scena 6a rimanda a La domanda di matrimonio di Cechov e
la 7a, invece, a II suicida di Erdman e Ubu re di Jarry. L'ultima scena
è tratta da II Parlamento di Ruzante.
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