Cubatea

presenta


TUTTE LE DONNE LO VOGLIONO
di Rosario Galli

con
ENRICO BERUSCHI

e con
Cristiana Lionello
Cinzia Berni

regia
Rosario Galli

scene Bruno Buonincontri
musiche originali Enrico Razzicchia


Mettere in scena un proprio testo non è mai facile; c'è il rischio di appiattirsi sulla "propria" scrittura, di autolimitarsi seguendo le "proprie" didascalie (non le odierò mai abbastanza). Contrario per principio alla autoregia (mi ricorda un autogol), mi sono deciso a tentare l'impresa fiducioso della collaborazione di un grande attore qual è Enrico Beruschi. La sua capacità di cogliere al volo spunti e suggerimenti nascosti tra le pieghe delle battute e delle situazioni mi hanno tranquillizzato e convinto a realizzare insieme questa operazione. Come se non bastasse ho potuto contare sulla collaborazione di due tigri del palcoscenico quali Cristiana Lionello e Cinzia Berni, capaci di "aggredire" i Personaggi e divorarli con una velocità impressionante, restituendo poi caratteri originali, nuovi perfino per chi li aveva creati e immaginati fino nei particolari. Per fortuna esistono attori come questi, collaborativi, entusiasti, intelligenti e pronti a rimettersi in discussione senza dare mai niente per scontato. Affrontare una commedia è come attraversare un laghetto inoffensivo che si trasforma di colpo nella fossa delle Marianne, pronta ad ingoiarti e farti sparire senza possibilità di recupero. Con loro tre, quei magnifici tre, tutto è stato più facile, la navigazione è corsa via semplice e pacifica, e la commedia è diventata un gioco entusiasmante che ci ha reso felici di farne parte. La storia è quella di tutti i giorni, grottesca e surreale quanto basta per ridere e riflettere e dire: "sembra vero!". Le ansie e le frustrazioni vissute dal personaggio di Beruschi, le nevrosi e le fobie di quello della Lionello, il chitarrista muto che ritrova la parola davanti alla "bellezza" del personaggio di Cinzia Berni, la maternità negata e pretesa dalle due donne. Tutto ciò non è che un pretesto per sorridere su noi stessi, meditando nello stesso tempo su alcuni problemi presenti nella nostra società, quali per esempio, se sia meglio fare figli o rinunciarvi, come del resto fanno già in molti (sempre di più secondo le statistiche). Ho cercato insomma di usare l'ironia e la satira di costume, per rappresentare una piccola parte della nostra società italiana, in questo travagliato fine millennio, memore del famoso: "castigat ridendo mores".