La Compagnia Teatrale Il Globo

presenta


LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare

con
LANDO BUZZANCA
CATERINA COSTANTINI


regia
Mario Moretti

costumi Stefano Cioncolini
musiche Massimiliano Pace


Più che bisbetica domata, schiava d'amore
Affrontare un classico tematicamente controverso come la pur splendida "Bisbetica domata", dopo tante versioni teatrali e cinematografiche e, soprattutto, dpo tanta discussione sul patriarcalismo scespiriano che ha fatto storcere più di una bocca critica, può porre, oggi, qualche problema di metodo ma anche di realizzazione. Inquadrato nella società del suo tempo, il personaggio di Caterina incarna un principio che poteva essere giudicato pericoloso, mentre quello di Petruccio poteva essere legittimato nella sua opera di repressione. Ma oggi, al di là della cornice storica, quali significati possono attribuire a un simile testo/contesto? Una lettura personalizzata mi ha portato a vedere nella violenza esercitata da Petruccio, prima sulla promessa e poi sulla sposa, non solo la metafora di un innamoramento ma anche la forza travolgente di una carnalità straripante. Petruccio, insomma, pur nella cornice scherzosa e divertente della commedia, è vittima del turbamento dei sensi che la coriacea Caterina gli ha provocato; e Caterina, più che bisbetica domata, è una schiava di quell'amore terreno e terragno che l'ha sconvolta. Di questa inaudita sottomissione, comunque, ed è Shakespeare che lo vuole, Bianca, prima docile strumento nelle mani paterne e poi moglie riottosa, e così la vedovella innamorata e poi proterva, sono il contraltare, quasi a bilanciare i conti. In questa direzione, aiutando una riduzione drammaturgica che tende a prosciugare ogni verbosità d'epoca, ed a decantare la lingua in una colloquialità più vicina a noi con frequenti incursioni anacronistiche, l'amore di Petruccio e Caterina perde la sua connotazione favolistica per acquistare una dimensione più concreta. Una parabola paradigmatica detta con parole di oggi per rendere attuale, cioè eterna, la lunga notte dei coltelli di quel rapporto di coppia.
Mario Moretti