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prolifico - dagli anni '50 ad oggi i suoi drammi sono più di trenta
- Pavel Kohout ama intrecciare i grandi temi della storia con le microstorie
dei suoi personaggi. Con "Posizione di stallo" è l'Europa ad essere
sempre presente sulla scena, non solo con l'attualità del volgere degli
anni ottanta ma anche con il passato della seconda guerra mondiale.
La priva volta che lessi il testo non potei non pensare a quelle storie
di giapponesi persi nella giungla e convinti, decenni dopo l'avvento
della pace, che la guerra fosse ancora in pieno corso. In un primo momento
la cosa mi irritò, ma mi ricredetti, ben presto avvinta da una vicenda
che si dipanava a poco a poco non lasciando mai prevedere il dopo. Ciò
che Kohout è riuscito a costruire è una macchina teatrale perfettamente
oliata, che procede senza il minimo cigolio anche lungo lo stretto confine
tra possibile e impossibile, ad un ritmo che no dà tregua ai personaggi
e appassiona il lettore e lo spettatore, continuamente solleticandone
la curiosità, come sa fare ogni giallo di rango. Ma "Posizione di stallo"
è assai più che una storia di intrighi più o meno criminosi: è anche
soprattutto la rappresentazione del momento in cui i nodi di un complesso
rapporto umano vengono al pettine. Non è un caso che Kohout indichi
come possibile luogo dell'azione una delle tante città europee che subirono
l'occupazione tedesca durante il secondo conflitto mondiale e che i
tratti che caratterizzano i tre personaggi non siano di fatto ascrivibili
a questa o quella nazionalità. Ciò che importa è infatti la resa dei
conti fra tre persone che hanno visto segnare la propria giovinezza
dall'ascesa di Hitler e da una guerra, e i cui destini hanno creato
tre coppie legate a doppio filo, non importa se a Roma, a Parigi, ad
Anversa o a Praga. E così come il gioco degli scacchi è tutto mentale,
anche il duello che si consuma fra le pareti della villa è portato avanti
"a tavolino", con un gioco sottile di provocazioni, nel quale ogni mossa
è calcolata e tutto viene messo in gioco da due uomini che si fronteggiano
come se fosse il giorno del giudizio, presi in una spirale fatta di
odio e amore, di storie di vita privata e di storia del nostro secolo.
Flavia Foradini
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