Irma

presenta

UN'ALTRA STORIA
di Bruno Agostini, Massimo Cirri, Lella Costa,
Sergio Ferrentino, Piergiorgio Paterlini,
Gabriele Vacis


con
LELLA COSTA

regia
Gabriele Vacis

ideazione luci e scelte musicali Lucio Diana e Roberto Tarasco
costumi Sartoria Piccolo Teatro di Milano - Teatro D'Europa


Accipicchia…. Ma è un razzo! Come fa?…. Quante parole riesce a dire in un minuto? Roba da Guinness dei primati... Quando ho visto Lella Costa la prima volta è questo che ho pensato. Come tutti, no?…. Lei entrava in scena vestita da Carla Fracci, guardava il pubblico, si guardava il tutù e diceva: vi hanno avvertito che questo è un balletto classico? Nooo… Non ve l'hanno detto?... Fanno sempre così per paura che la gente vada via… Accipicchia!…. E il pubblico rideva. Per forza: mica eravamo alla Scala! Stavamo stipati in un teatrino gremito all'inverosimile e il palcoscenico era qualcosa come due metri per due…. Un paradosso. E il paradosso fa ridere…. Poi Lella continuava…. Ma proprio uno di quei balletti classici lunghi, estenuanti, noiosi…. Un altro paradosso. Perché a questo punto avevi già sperimentato la rapidità della sua parlata e ti eri già fatto tre o quattro risate, e quello spettacolo prometteva di essere qualunque cosa meno che estenuante e noioso…. Il paradosso è uno dei meccanismi comici più frequenti. Ma i paradossi di Lella hanno una qualità molto particolare. E che non sono paradossi. Tra "Le città invisibili" di Italo Calvino ce n'è una che si chiama Eusapia. Racconta Calvino che gli abitanti di Eusapia hanno costruito una copia esatta della loro città sottoterra. Quando qualcuno muore nella città di sopra, viene imbalsamato, imbellettato e trasferito nella città di sotto. All'ufficio funebre sovrintende una confraternita di incappucciati…. Dicono che la stessa confraternita esista anche fra i morti e che dia una mano alla confraternita dei vivi. Tutte le volte che i membri della confraternita risalgono dalla città dei morti raccontano di innovazioni e cambiamenti…. Da un anno all'altro la Eusapia dei morti non si riconosce, tali e tanti sono i cambiamenti. E sono innovazioni di grande interesse, bellissime invenzioni che i vivi vogliono subito sperimentare nelle loro città. Così Eusapia dei vivi ha preso a copiare la sua copia sotterranea…. E questo non è solo adesso che accade, in verità sarebbero stati i morti a costruire l'Eusapia dei vivi…. Dicono che nelle due città gemelle non ci sia più modo di sapere quali siano i vivi e quali i morti. Fantastico Calvino, surreale e paradossale. Surreale? Surreale perché dice che le nostre città sarebbero state costruite dai morti? Ma è la pura sacrosanta verità. Molte delle case in cui viviamo, il teatro in cui Lella Costa reciterà stasera, la piazza qui fuori, sono stati costruiti da tanto tempo, sono vecchi. Quasi sicuramente chi ha costruito tutto questo, gli architetti, i muratori, i carpentieri, sono morti da un bel po'. Calvino non dice fantasie: dice una verità semplice e inconfutabile: le città in cui viviamo le hanno edificate i morti. È vero che fa un po' impressione pensare una cosa così, a tutti questi morti che ci stanno intorno, quindi non ci facciamo caso, preferiamo non pensarci, no? Però è così. Anzi ultimamente sono nate città come funghi, da un giorno all'altro, rapidamente. Quelle lì le hanno costruite persone che sono ancora tra noi: vive. Provate a viverci, in queste città costruite dai vivi e saprete dirmi se non sono meglio quelle dei morti. E che Calvino ti racconta una storia e tu ridi, perché sembra fatta di paradossi, fantasie, roba surreale…. Invece sono cose vere. Che poi, a pensarci bene fanno un po' tutti così, quelli che ti raccontano storie. Ti parlano di trasvolate oceaniche, di viaggi sull'Orient Express, di cose che sembrano così lontane, che non esistono…. E invece ti palano di te…. Specialmente i comici: dicono cose che non stanno né in cielo né in terra, e tu ridi. Poi ci pensi ed è di te che parlavano. Della tua realtà più quotidiana e banale. Così Lella Costa ogni paio d'anni arriva e ti fa vedere come se, quello che sei diventato, come ci siamo ridotti…. Lei entra e ti dice che farà un balletto classico e tu ridi perché ti sembra un paradosso. Poi comincia a parlare e tu ti stupisci di quante parole dice al minuto…. Ti stupisci perché non è che lei parla. E che lei balla…. Un flusso di parole che ti ballano intorno….. prova a guardarti seduto sulla tua poltrona mentre ascolti: non puoi stare fermo, come nei ritmi base di certe canzoni di Paolo Conte: sono rapidissimi, e magari sono nascosti da strati di melodie e controtempi sincopati e dimezzati per farti dondolare la testa, ma sotto sotto: pura rapidità…. E leggerezza, e visibilità, ed esattezza, e molteplicità, e…. C'è qualcuno di voi che sappia suonare una danza vertigine…. Un ballo frin frun che tolga le scarpe e le calze alle femmine…. E, nonostante quello che pensa Lella, anche ai maschi…. Magari non a tutti, ma a qualcuno si.
Gabriele Vacis