Giga s.r.l.

presenta

NELLE CITTA' L'INFERNO
di Dacia Maraini
da una sceneggiatura di Suso Cecchi D'Amico



con
MARIANGELA D'ABBRACCIO
SIMONA CAVALLARI

e con
Vanessa Gravina, Antonella Morea, Elena Croce


regia
Francesco Tavassi

scene Alessandro Chiti
costumi Maria Rosario Donadio
musiche originali Giacomo Zumpano
luci Luigi Ascione


Quando Peppino Amato, storico ed illustre produttore cinematografico, famoso soprattutto per straordinarie ed improbabili evoluzioni linguistiche e grammaticali (frasi celebri come: una pietra emiliana…. O ancora Anastasia!… sono appunto di sua creazione) annunzio con aria solenne agli sceneggiatori Suso Cecchi D'Amico e Renato Castellani che il titolo della loro ultima fatica sarebbe stato: "Nella città l'inferno", i due avrebbero voluto sprofondare ma il produttore è il produttore e allora!…. Nonostante ciò, "Nella città l'inferno" fu un grande film che portò alle sue straordinarie interpreti, Anna Magnani e Giulietta Masina prestigiosi riconoscimenti. Era il 1958, c'era il neorealismo e già da tempo era d'uso prendere gli attori dalla strada, in questo caso si fece di più, era una storia ambientata in un carcere femminile, si decise perciò di andarli a prendere in carcere, di realizzarlo in un carcere, questo fece in modo che i dialoghi assumessero forza e immediatezza e che i caratteri, le psicologie venissero espressi in maniera estrema e variegata. Tutto ciò mi ha convinto che la storia, l'ambientazione, le tinte forti, le improvvise accelerazioni umorali, ben si adattassero al mezzo teatrale proprio per la suggestione e l'immediatezza che lo stesso riesce a trasmettere, ho deciso così di parlarne alla sceneggiatrice, Suso Cecchi D'Amico che ha accolto la mia proposta con entusiasmo e partecipazione e a Dacia Maraini, straordinaria ed attenta narratrice dell'universo femminile ed autrice tra l'altro di una lunga e scrupolosa inchiesta svolta proprio all'interno dei carceri femminili da Trieste a Palermo negli anni sessanta perché ne facesse un copione per il teatro. La Maraini ha svolto un eccezionale lavoro di adattamento mettendo insieme alle due protagoniste giovani altri caratteri fortemente definiti di diverse origini e generazioni che agendo in un microcosmo come può essere il carcere in una forma di convivenza forzata, manifestano gioie, sentimenti, amicizia, dolori, odi e amori in forma esasperata cosicché dove c'è dramma c'è anche commedia e dove c'è commedia anche tragedia. Quattordici attrici, quattro attori, due celle ed un corridoio che talvolta si scompongono per creare un grande spazio comune, la musica di una fisarmonica, i dettagli fortemente realistici della materia che compone l'ambiente e gli arredi, le sbarre di ferro dalla quali raggi di tenebre o di luce violenta disegnano i volti delle protagoniste, il racconto intimo dei sentimenti o l'euforia che si accende improvvisa, pericolosa nelle situazioni di festa, sono gli ingredienti di questa messa in scena che insieme ai talenti di Mariangela D'Abbraccio e Simona Cavallari, attrici a mio parere, diverse e complementari ed alle altre esperte attrici rendono questo progetto senza dubbio ambizioso particolarmente interessante. Inoltre mi fa piacere partecipare alla nascita, in teatro, di un nuovo testo al femminile.
Francesco Tavassi