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Una
madre invadente e un po' isterica, un figlio maggiore, Enrico, considerato
un mezzo fallito, una figlia ribelle, Betty, "pericolosamente" votata
allo zitellaggio, e un altro figlio, Filippo, quello si "riuscito".
Una fauna ordinaria, quanto di più normale possa esistere, magistralmente
descritta in questo testo amaro e divertente a un tempo, che ci offre
momenti di graffiante comicità. Una famiglia che vive in una cittadina
di provincia e ogni venerdì ha un rituale incontro nel bar di Enrico
per poi trasferirsi a cena nel migliore ristorante della città. Questa
volta la riunione ha un motivo di festa: il compleanno di Jolanda, moglie
un po' svanita dell'arrivato Filippo. Ma l'egocentrismo di quest'ultimo,
ansioso solo di sentirsi lodare una sua banale partecipazione al programma
pomeridiano di una televisione locale, smuove gli animi corazzati di
apparenti certezze alzando il velo sui "panni sporchi" di questa comune
famiglia. Così, fra battute acide e velenose risposte, si scoprirà che
Betty, quel giorno stesso, ha mandato a quel paese il suo capo che malauguratamente
è anche il diretto superiore di Filippo; che la moglie di Enrico, che
tutti attendono per andare al ristorante, in realtà ha appena abbandonato
il poveraccio ("per bisogno di riflettere"); e poi la povera Jolanda,
cui nessuno dà mente, è terrorizzata dall'idea di dovere accettare il
cane promessole in regalo dalla suocera. Solo il simpatico cameriere-filosofo
Nicola cerca di sdrammatizzare, ma ormai la serata si va trasformando
in una "commedia di tutti contro tutti", dove ogni cosa diventa pretesto
per meschini regolamenti di conti domestici, mentre i dialoghi montano
di ritmo e di tensione fino alla bagarre collettiva che prelude un accenno
di scazzottata fra il timido Nicola e lo spocchioso Filippo, vero e
proprio momento di catarsi dopo il quale la "riunione di famiglia" si
scioglierà rinnovando l'appuntamento per il venerdì successivo ma nessuno
ne uscirà illeso, anche se un lieto fine sarà riservato a coloro che
avranno saputo mettersi in discussione, mentre gli altri rimarranno
malfermi nelle loro deboli certezze. Un'aria di famiglia, che ha segnato
il debutto di Michele Placido nella regia teatrale, è l'ennesima conferma
che la nuova drammaturgia europea può riservarci sempre piacevoli sorprese.
Lo spettacolo ha conosciuto un successo eccezionale a Parigi, vincendo
due premi Molière, tra cui quello per la migliore "pièce comique" in
Francia nel 1995. Anche l'adattamento cinematografico, con la regia
di Cedrìc Klapish, in cui i due autori Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri
erano nuovamente fra i protagonisti, ha incontrato il successo ricevendo
il Premio del Pubblico e il Premio Speciale della Giuria all'ultimo
Festival des Films du Monde di Montreal e il Premio Cesar per la migliore
sceneggiatura.
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