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Una notte buia e tempestosa, carica
di sinistri presagi, e nessuno nelle vicinanze che possa testimoniare
cosa accade realmente a "Villa Delirio": un albergo sperduto in un bosco
e gestito da due proprietarie, recluse volontarie nella loro dimora,
con un carattere a metà tra l'infantile e lo psicotico; come fossero
una sorta di Baby Jane, ma con un lato grottesco e comico. Un uomo si
ritrova, a causa di un banale guasto all'auto, a chiedere ospitalità
alle due "gentili" signore. Qui verrà a conoscenza degli altri abitanti
dell'albergo, trovandosi coinvolto, suo malgrado, in avvenimenti che
metteranno seriamente in pericolo la sua incolumità. Tutto questo, renderà
necessario lo svolgersi di un'indagine, con il chiaro intento di ricostruire
l'accaduto, che si rivelerà invece essere, in un bizzarro e folle crescendo,
il preambolo per un finale a sorpresa. Ingredienti classici per una
storia che si tinge di giallo, in un alternarsi di situazioni tra il
delirante e il demenziale. Un'avventura che, tra equivoci ed omicidi,
scardina la più classica delle ambientazioni noir, per spingersi fin
dove la realtà si confonde con l'illusione, sulle tracce di personaggi
in grado di sovvertire le regole del "gioco". Quanto di quello che noi
vediamo accadere, succede veramente, o quanto è frutto di un'illusione?
Ogni mossa è quindi decisa da qualcuno al di fuori della storia stessa?
Chi sarà il vero responsabile, il vero artefice di ogni avvenimento?
"Siate coraggiosi, non abbiate paura… di ridere!!"
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