Atlantide Entertainment
presenta



UN MANDARINO PER TEO
di Garinei e Giovannini

con
MAURIZIO MICHELI

e con
Aurora Banfi, Vincenzo Crocitti,
Corinne Bonuglia

e con
Arianna

regia e coreografia di

Gino Landi

musiche di Kramer elaborate da Gianni Ferrio
costumi Silvia Frattolillo
scene Renzo Bellanca


Presentare un lavoro teatrale della levatura di "Un mandarino per Teo" mi comporta un certo impegno riferito in particolare a tutto quello che di positivo sullo stesso è stato scritto, e perché altri più titolati di me potrebbero farlo con maggiore cognizione di causa. Il motivo della messa in scena di questo spettacolo trova riscontro nel desiderio di avvicinarmi, dopo tanti spettacoli di prosa realizzati, alla commedia musicale. Da qui la scelta di un titolo storico, "Un mandarino per Teo" di Garinei e Giovannini che, in uno ad "Un trapezio per Lisistrata" ha segnato un punto fermo nell'evoluzione del percorso dei due autori: cioè un maggiore equilibrio tra parte recitata e parte musicale. La trama, tratta dalla novella del portoghese Eça De Queiroz si basa su una sorta di finto dilemma morale: "Se agli estremi confini della Cina vivesse un mandarino così ricco che le sue ricchezze fossero inestimabili e se a te, uomo, dicessero che, premendo un campanello, puoi far cadere morto quel mandarino senza che nessuno ne sappia mai niente, ed ereditare così le sue sostanze, tu, uomo, che faresti? Premeresti quel campanello?". La scelta di Teo Brosci, comparsa di Cinecittà, di far passare a miglior vita il "mandarino" per passare lui ad una esistenza migliore, motiva perfettamente la sete di benessere ed il neocapitalismo dell'epoca; non a caso una delle canzoni di Kramer che rimase più impressa fu la celebre "soldi, soldi, soldi". Ambientata tra Cinecittà e la sartoria di Zia Gaspara, la commedia ci propone un piccolo microcosmo di personaggi pronti a colorire, con le loro piccole storie il divenire della vita di tutti i giorni. La scelta precisa del regista - coreografo Gino Landi e mia di realizzare lo spettacolo, mantenendo inalterati anche i riferimenti all'attualità del tempo che oggi potrebbero far sorridere perché superati, è proprio quella di riproporre anche attraverso le musiche di Kramer elaborate da Gianni Ferrio, i costumi di Silvia Frattolillo e le scene di Renzo Bellanca, i sapori di un'epoca, di cui è impregnata questa favola che, vagamente ispirata al Faust, nel suo convenzionale percorso sul sentiero dei buoni sentimenti riesce ancora a divenire.
Francesco Bellomo