Compagnia Mario Chiocchio
presenta



UNA DONNA DI CASA
di Vitaliano Brancati

con
UGO PAGLIAI
PAOLA GASSMAN

e con
Carlo Molfese

regia di
Alvaro Piccardi


È una serata importante per il grande attore Emanuele Rossi, che sta debuttando con un testo (che figura) scritto da lui davanti ai notabili della sua città, ma sua moglie Elvira, invece di essere a teatro a trepidare - e gioire - per le sorti della commedia del marito, è rimasta a casa ad occuparsi di lavori domestici, e del bucato, che esibisce con trascurata, quanto provocatoria, naturalezza. Emanuele vorrebbe una moglie mondana, da esibire in società, ed è portato a disprezzare Elvira per il suo puntiglioso rinchiudersi nell'universo apparentemente ristretto della "casalinghità". Ma ben presto questo piccolo mondo convenzionale ed ordinato si capovolge: Emanuele scopre che quel testo di successo che ha interpretato e di cui si è assunto la paternità è stato in realtà scritto da Elvira e che questa racchiude in sé una carica eversiva talmente potente da scegliere di rimanere nascosta per impossibilità assoluta di affermarsi nel concreto. Infatti, mentre per ogni altra donna di mediocri ideali l'uscita dalla casa e l'emulazione dell'uomo sono il tetto delle aspirazioni, per Elvira la libertà è quel mondo dei piatti e dei panni che le permette la riflessione distaccata e critica, senza compromessi. A fianco dei protagonisti e della loro storia personale - dall'amore di lui che vacilla per timore di quel cervello di moglie, fino al ritrovamento di un feeling amoroso si muovono altri personaggi, esaminati sotto la lente del grottesco, e tratteggiati con lo stile caustico di cui Brancati è un riconosciuto maestro: Giovanni Rapisardi, vecchio brontolone vagamente ribelle più per misoginia che per vera coscienza politica; Ciro Ardizzoni, il nobile giovanotto che si dedica alla causa del comunismo per essere sicuro di "andare dove va il mondo"; il Commendator Peppino Lauria, un politico che nasconde sotto una coltre di perbenismo sordidi trascorsi di avventure sessuali e di capacità trasformistiche - e con loro la fatua attrice Wanda Capponcini, la serva Tina (troppo vecchia per servire e che va quindi accudita, il critico della radio, che aspetta di sapere "dall'alto" come debba pensare… tutti costoro contribuiscono a darci il quadro di una società italiana corrosa nel suo malcostume dall'arte di arrangiarsi. "Una donna di casa" è stata scritta da Vitaliano Brancati nel 1950, ma questa Elvira, che rifiuta di scrivere un'opera su commissione di uno o dell'altro dei due partiti di massa che, con lusinghe e ricatti, se ne contendono i servizi, trovando il coraggio di respingere le seduzioni degli opposti conformismi (quello clericale e quello comunista) ci impartisce una lezione di liberà ancora oggi valida ed attuale. Un tale satirico ritratto dell'"italietta" che cercava, nel dopoguerra, la propria identità sociale e politica, dilaniata da mille contrasti e contraddizioni, capace di grandi affermazioni individuali e collettive, nonostante l'incombenza dei politici e della politica, è composto da Vitaliano Brancati con mano sapientemente ironica e spesso irresistibilmente comica. Più che nelle altre sue opere il grande autore è riuscito a coniugare in questa sua "una donna di casa" le esigenze della satira con quelle del divertimento.