|
"Duetto" è un lavoro estremamente stimolante, un autentico
gioiello drammaturgico, ricco di grande suggestione e pieno di magica
atmosfera, costruito sull'idea teatralmente affascinante di inscenare
l'incontro/scontra fra le due più grandi attrici del teatro di tutti
i tempi: Eleonora Duse e sarah Bernhardt. La tematica dell'opera, esposta
con un dialogo di lucida intelligenza, di toccante verità interiore
ed assolutamente privo di qualsiasi ovvietà convenzionale, si manifesta
e snoda attraverso una varietà di temi che mettono in luce, anche in
chiave ironica e divertente, il dualismo artistico ed esistenziale,
storicamente esistito, fra le due più celebri ed acclamate interpreti
di tutte le ribalte mondiali, in un susseguirsi di avvincenti reminiscenze
dove tutto viene messo in gioco e abilmente mescolato: stili della recitazione,
ricordi affettivi, amori, in una continua riflessione che ritorna sul
teatro e sulle loro romanzesche carriere che, inevitabilmente, finiscono
per mischiarsi e confondersi con gli eventi della vita. La vicenda è
ambientata nel 1924, al teatro Syria di Pittsburgh dove, Eleonora Duse,
esattamente un'ora prima dell'inizio della rappresentazione de "La porta
chiusa" di Marco Praga, che sarà anche l'ultima recita della sua vita,
si è attardata più del solito, quella sera, nel suo camerino, riposando
la testa stanca sulla mano, come tenuta da un triste presagio, quando,
all'improvviso, appare Sarah Bernhardt che, superando teatralmente la
morte, è venuta per rinnovare con lei, sua rivale di sempre, un'ultima
sfida, un estremo "duetto", in cui si ricercheranno e scopriranno i
"mondi" più segreti delle loro vite parallele di attrici e di donne.
Un confronto che, nel finale, prima di uscire dalla scena per sempre,
porterà le "divine" a porsi, in un istante di disarmata sincerità, un
ultimo grande interrogativo: "parleranno di noi, qualche volta?". Nel
pensare alla realizzazione di questo lavoro noi abbiamo inteso farlo,
per rendere un rispettoso e riverente omaggio a due personalità artistiche
davvero mitiche che, con grande generosità, hanno donato la loro arte
sublime al mondo intero, ma delle quali, oggi, non rimangono che alcune
fotografie ingiallite dal tempo. Con questa messa in scena ci proponiamo,
infatti, di presentare uno spettacolo che possa identificarsi per la
ricerca di una sua precisa "cifra" stilistica, che sappia qualificarsi
per un'impostazione recitativa basata su una varietà di toni che sappiano
cogliere e riflettere la più nascosta ed interiore verità dei personaggi
e che, infine, miri a creare una rappresentazione di seducente teatralità,
dove la raffigurazione scenica illumini il percorso del poetico sviluppo
dei "temi", la cui costruzione drammaturgica mette in evidenza una continua
alternanza fra due piani espressivi differenziati e distinti: passato
e presente, finzione e realtà.
Pier Antonio Barbieri
|