Diana OR.I.S.
Nuovo Teatro
presentano



DON RAFFAELE IL TROMBONE
CUPIDO SCHERZA E SPAZZA
di Peppino De Filippo


con
SILVIO ORLANDO
ENZO CANNAVALE
IMMA PIRO


regia di
Silvio Orlando

musiche Enzo Gragnaniello
scene Sasà Giusto
costumi Annalisa Giacci
luci Cesare Accetta


Uno dei più grandi successi teatrali della Compagnia dei fratelli De Filippo furono i due atti unici scritti da Peppino: Don Raffaele il trombone e Cupido scherza e spazza che debuttarono per la prima volta al Cursal di Napoli (l'attuale cinema Filangieri) net 1931 , lo stesso anno in cui nacque il teatro Umoristico I De Filippo. "Don Raffaele il trombone" è la storia di uno sfortunato suonatore che nonostante l'incombenza di fame e miseria sulla sua famiglia coltiva sogni di gloria componendo interminabili opere liriche che nessuno, presumibilmente eseguirà mai. Ma un bel giorno la fortuna sembra bussare alla sua porta: gli capita in casa un ricco ed elegante signore, anch'egli maestro di musica, che propone a Don Raffaele una lunga tournée all'estero. L'affamato suonatore dopo un consulto con la sua famiglia decide di chiedere un anticipo di 10.000 lire, che il maestro gli consegna senza battere ciglio. Tuttavia la gioia di Don Raffaele dura poco, infatti, dopo aver riposto accuratamente i soldi in una cassetta, gli viene detto che quell'elegante signore non è un maestro di musica, ma solo un pazzo che distribuisce soldi falsi. "Cupido scherza e spazza" è invece la storia di uno spazzino Vincenzo Esposito tradito dalla moglie con il caporale degli spazzini. II caso vuole che uno spasimante di Rosina nipote dei coniugi Esposito, essendo stato respinto per vendicarsi dice a Vincenzo che sua moglie se la intende con Pascottella (il caporale). Vincenzo decide così di affrontare il caporale, ma nel mezzo della discussione sopraggiunge un creditore di quest'ultimo che decide di dargli una lezione per l'impegno non pagato e scappa via. Così Vincenzo che vorrebbe soccorrere il suo superiore, vedendo arrivare i familiari, corre a prendere un martello e con aria spavalda finge di colpirlo.


"Considerate, Vi prego, il mio teatro, per quanto teatralmente è possibile, lo specchio di Voi stessi; assaggiatelo con fiducia, come si assaggia un pezzo di pane caldo appena uscito dal forno; respiratelo profondamente come si respira una boccata d'aria pura. Solo così potete divertirvi e interessarvi ad una buona parte dei fatti, mangiando un ottimo pane e respirando, respirando, respirando!"
Peppino De Filippo