Teatro Franco Parenti
presenta



IL RIFORMATORE DEL MONDO
di Thomas Bernhard
traduzione di Roberto Menin

con
GIANRICO TEDESCHI
MARIANELLA LASZLO

e con
Angelo Zampieri, Francesco Casale,
Valerio Baroni, Fabrizio Bascialla,
Emilio Campolunghi


regia di
Piero Maccarinelli

scene e costumi Titina Maselli
luci Amleto Diliberto
musiche Antonio Di Pofi


È stato l'evento dell'autunno '97 a Milano. Nello Spazio Nuovo del Teatro Franco Parenti Gianrico Tedeschi si è misurato con un autore grande e difficile come Thomas Bernhard, uscendone da trionfatore: la strepitosa prova d'attore ha reso merito al testo e all'autore. L'attore ci dà il ritratto di un vecchio intellettuale egoista e capriccioso, ipocondriaco e misantropo visto nel momento comicamente e sinistramente paradossale in cui gli viene attribuito - a domicilio, visto che non può o non vuole lasciare la sua poltrona - il più difficile e solenne dei riconoscimenti, la laurea honoris causa, per un trattato nel quale (ma nessuno, pare, se n'è accorto) ha dimostrato che l'unico "miglioramento" possibile consiste nell'eliminare gli uomini dalla faccia della terra. Ritratto sarcastico, impietoso, raccapricciante, del tutto privo, si direbbe, d'indulgenza e di complicità; eppure non ci vuole molto per accorgersi che si tratta, in realtà, di un autoritratto, che l'autore si riconosce e s'identifica senza residui nel personaggio, che la smorfia con la quale c'invita a farci beffe di lui è una smorfia di dolore se non d'agonia. Accanto a Tedeschi, Marianella Laszlo interpreta il ruolo dell'indispensabile e detestata compagna, schiava del filosofo, nello spettacolo che il regista Piero Maccarinelli ha saputo equilibrare tra livore e comicità, aiutato dalla scenografia di Titina Maselli che ha sollevato il "grande vecchio" in sospensione metafisica, immobilizzandolo su una poltrona.