Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
presenta


AMLETO
di William Shakespeare

con
KIM ROSSI STUART

e con
Gianni Musy, Osvaldo Ruggieri, Alvia Reale,
Gianfranco Varetto, Rossana Mortara


regia
Antonio Calenda



scene Francesco Calcagnini
costumi Nanà Cecchi
musiche Goran Bregovic


Pochissime sono le opere dell'ingegno umano che anche a secoli di distanza della loro comparsa mantengono intatti e vivi valore e significato, al punto da risultare sempre attuali, sempre moderne. Tra queste "Amleto" è certamente quella che più si è prestata a diventare di volta in volta metafora o simbolo, chiave di interpretazione di un'epoca e delle sue caratteristiche culturali ed isistenziali. "Amleto, scrive il traduttore e critico Agostino Lombardo, non è più un personaggio drammatico ma è un mito, il maggior mito moderno, un mito polivalente, polimorfico, proteico", adatto a tutte le stagioni dell'animo e della mente umana.
Tragedia di vendetta, secondo una tradizione teatrale tutta elisabettiana, Amleto" inscena l'opera di un vendicatore in tutte le fasi del suo sviluppo: dalla presa di coscienza fino alla carneficina finale di cui anche il protagonista resterà vittima.
" Ma nel percorso che porterà Amleto alla realizzazione del suo compito di vendicatore, avviene uno straordinario ribaltamento di senso e una nuova prospettiva: si attua, cioè, una straordinaria presa di coscienza, che travalica le ragioni del sangue e/o delle necessità di giustizia. Quando, stimolato dal padre Amleto apre gli occhi sul mondo, si rende conto con lucido e atterrito sgomento che la sola cosa da capire è che non c'è niente da capire, dal momento che il caso e il non senso reggono le sorti travagliate degli uomini e delle loro vicende terrene. La follia di Amleto è dunque questa straordinaria, modernissima consapevolezza dell'assurdo del mondo e dell'esistere. Amleto è l'uomo moderno non solo perché, incarnando molte delle contraddizioni che segnano nel profondo l'esistenza di ciascuno di noi, dubita, si pone delle domande, non dà nulla per scontato, ma Amleto è moderno proprio in questa chiarezza che egli si fa della condizione umana e della sua insensatezza. "La tragedia - scrive ancora Lombardo, il suo significato è proprio qui: in questo Amleto lucido, consapevole, intelligente pur se finge la follia, che afferra la vita in tutti i suoi rapporti , la coglie nel presente, la vede nel passato, ne prepara il futuro - e di presente passato e futuro se ne domanda la ragione. Alla domanda non c'è risposta, e il mondo rimane (con tutto quello che ne consegue sul piano individuale e collettivo) inesorabilmente "fuor di sesto".