Coop. Gli Ipocriti
diretta da Pasquale Sialò e Melina Balsamo
presenta


TRIANON
di Enzo Moscato

con
ISA DANIELI


regia
Enzo Moscato



scene e costumi Bruno Buonincontri
musiche Pasquale Scialò


Un banale e comunissimo "incidente sul lavoro" ( il solito fermo in questura di 24/36 ore per le prostitute ) mette insieme, nello spazio di una "nuttata", quattro esponenti della suddetta categoria: 3 "Lulù" e una "Nanà". Le Lulù sono contrassegnate, per differenziarle, solo da un'elementare procedura aritmetica : Lulù 1, Lulù 2, Lulù 3. Omonima, ma in fondo non del tutto anonima, identica faccia del mestiere più antico del mondo. C'è, infatti, la cinica e incallita, c'è l'ingenua e sprovveduta, c'è la romantica, doverosamente in linea con lo stilema da melodramma, sofferta e minata dalla tisi e c'è infine Nanà, forse un' "operata", forse un transessuale, forse solo una creatura femminile che ha dovuto imparare molto presto le maschili leggi della giungla dove si ritrova a battere tutt'e quattro, ad ogni modo, collocate su una linea discorsiva e non rappresentativa della prostituzione, non foss'altro che per il "vizio" (che insistentemente dimostrano di avere) di riflettere e pensare su ciò che fanno e sono, in relazione agli schemi etici, sociali, e soprattutto di controllo poliziesco che la fiancheggiano, in un gioco di odio e sarcastica riconoscenza, di ripulsa e momentanea rassegnazione. Questa strana ed eterogenea quadriglia, stipata nella solita cella, riservata e di rito, cerca e trova, una notte, il modo di vincere il tempo e la coatta promiscuità, nel più tradizionale dei modi possibili, ossia: raccontando, raccontandosi e . . . cantando, proiettandosi dalla galera verso un immaginario palcoscenico (il mitico "Trianòn", appunto) e avviluppando, ciascuna a suo modo, la propria autobiografia, nelle volute di una spirale fiabesca (un fiabesco strettamente e inquietantemente intrecciato al quotidiano), che, nei suoi rimandi storico - politici, è l'eterno
contentino - castigo con cui il potere, sotto qualunque cielo ed epoca, nutre, dopo essersene servito, i "deracinés", gli esclusi, non sempre però vincendo la partita, soprattutto quando il gioco della "briglia e dell'imbroglio", diventa, nelle mani degli ingannati, sberleffo beffardo, velenosa ironia.