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Lo spirito? Non è quello di
un recital, malgrado le apparenze. Vorrei piuttosto che il pubblico
spiasse ciò che avviene in un night quando si sono fatte le ore piccole.
quando il locale s'è vuotato, e restano solo le luci di servizio, e
il tempo sembra che si fermi, e prende man mano vita un dialogo sensuale,
un gioco di linguaggi seduttivi che affiorano da canzoni antiche, da
ricordi d'atmosfere. Non sarà un cantare per cantare. Le espressioni
vocali e musicali dovrebbero evocare altro, un'intimità, un arte femminile
della solitudine e della malìa, una morbidezza, una nostalgia anche
per ciò che non abbiamo vissuto ma c'è stato tramandato. E c'è di mezzo
il mondo semplice ma suggestivo, per intenderci, di tutto un ampio repertorio
che va a braccio con "Non dimenticar le mie parole". più o meno frugando
dagli anni '20 ai '40; metà brani italiani, metà brani tedeschi, genere
canzoni - canzonette vagabonde. Le scelte. Alcune sono mie, ma alcune
risalgono alle predilezioni di mia nonna, e questo mio spettacolo musicale
è un tributo alla memoria di un tempo che non ho conosciuto ma mi è
stato fatto amare dalle voci di famigha. Non proverò a rifarne il verso.
Mi dedicherò alla campionatura del Belpaese e a un corrispettivo canzoniere
tedesco dell'epoca (dove aleggiava, di solito, un clima più impudente,
uno charme più sofisticato) con le mie maniere, i miei mezzi, la mia
natura.
Maddalena Crippa
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