Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia
Teatro Stabile Abruzzese

presentano


RAPPRESENTAZIONE DELLA PASSIONE
sacra rappresentazione di origine medievale desunta dal codice V.E. 361 della Biblioteca nazionale di Roma curato negli anni 1576 e 1577 dalla copista Maria Jacoba Fioria


con
PIERA DEGLI ESPOSTI

e con
Giampiero Fortebraccio, Maximilian Nisi,
Giancarlo Cortesi, Stefano Alessandroni, Bruno
Boschi, Marco Casazza, Fabio Ceccarelli, Luciano
Pasini, Flaminia Fegarotti, Stefano Galante,
Lucia
Mascino, Fabrizio Paccagnini, Valentina
Rosaroni, Stefano Scandaletti

regia di
Antonio Calenda

scene e costumi di Bruno Buonincontri
musiche originali di Germano Mazzocchetti
luci di Claudio Schmid


Rappresentazione della Passione - che Antonio Calenda ha tratto da un manoscritto medievale, e affidato ora all'interpretazione di Piera Degli Esposti nel ruolo della Madonna - nacque oltre vent'anni fa. Erano gli "anni di piombo", lacerati dalle ferite e dalla violenza di una dolorosa "guerra civile": coraggioso e significativo, proporre un simile spettacolo, un evento anomalo nel panorama culturale e teatrale di allora. Fuori dai circuiti, allestito nelle chiese e nelle piazze, il racconto della Passione di Gesù Cristo - così ricco di spunti narrativi e di pathos drammatico - raccontava il dolore, la sofferenza e lo smarrimento del giusto tradito, del debole sopraffatto, diventava metafora della storia quale espressione universale del quotidiano dolore esistenziale e dell'aspirazione a un mondo migliore. La prima applauditissima edizione dello spettacolo si avvalse dell'intensità interpretativa, nervosa e umana di Elsa Merlini, che offrì nel ruolo della mater dolorosa, un'indimenticabile prova d'attrice; successivamente, Calenda ha ripreso ancora Rappresentazione della Passione, negli anni 80, scegliendo - per la parte della protagonista - un'altra interprete di spessore e forte personalità, quale Pupella Maggio. E sin dalle prime repliche, Rappresentazione della Passione apparve come uno spettacolo destinato a conquistare, commuovere, indurre alla riflessione: fu replicato in importantissimi luoghi cattolici in Italia e anche all'estero, alternando le recite sui palcoscenici dei teatri a quelle allestite sui sagrati delle chiese, nei chiostri o in spazi storicamente significativi... La Rappresentazione della Passione, nelle prime edizioni, è stata data a Roma nelle chiese di Sant'Andrea della Valle e di Sant'Ignazio, e poi a New York, in Canada, in Australia… addirittura alla presenza del Cardinale Martini - allora arcivescovo di Milano - che assisstette allo spettacolo nella chiesa di Santo Stefano… In occasione del Grande Giubileo dell'anno 2000 (nell'ambito del quale la Rappresentazione della Passione è stata inserita, con l'apposizione del "logo giubilare", tra le manifestazioni ufficiali e di alto valore culturale), Antonio Calenda ha voluto riprendere lo spettacolo, convinto che in questo momento vulnerato d'orrori e barbarie, esso si rivesta di un valore particolare: "È come se ancora una volta, attraverso la magia dell'accadimento teatrale - afferma il regista - Maria, Cristo, i discepoli, i farisei, Giuda, Maddalena, i poveri comici, il povero sbandato, l'Angelo, il Diavolo, i soldati, Pilato, il povero Nicodemo, incarnati nelle parole e nei gesti degli attori fossero convocati sull'altare della scena per essere testimoni, araldi di una tragedia antica: il dolore e la sofferenza del giusto tradito e angosciato per l'abbandono degli amici, lo smarrimento e l'impotenza dei semplici e dei poveri di fronte al potere, il dolore delle madri private dei figli, la speranza nel vagito di un bimbo appena nato, la forza del perdono ed il sacrificio di sé nella morte volontariamente scelta, quale possibile risoluzione per spezzare l'immobilità dialettica del binomio-odio morte, vittima-carnefice…" Rappresentato in alcuni centri inclusi nei percorsi giubilari del Friuli-Venezia Giulia (come la splendida antica basilica di Aquileia), nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, e - alla fine della scorsa stagione - in un luogo denso di significati e toccato profondamente dal dolore come la Risiera di San Sabba di Trieste (l'unico campo di sterminio nazista esistente in Italia), lo spettacolo ha poi inaugurato il Meeting per l'amicizia fra i popoli 1999, applaudito al Palasport di Rimini da più di duemila ragazzi ed ha poi iniziato una lunga tournèe nazionale, che lo porterà nelle città più importanti e, naturalmente, ancora a Roma. Il testo di Rappresentazione della Passione è stato tratto da una sacra rappresentazione di origine medievale desunta dal Codice V.E. 361 della Biblioteca Nazionale di Roma, rinvenuto in Sulmona intorno al 1886 e costituito da un manoscritto che la monaca teatina Maria Jacoba Fioria curò come copista negli anni 1576 e 1577. Di grande fascino la lingua, ricca di prestiti, ascendenze sovrapposizioni: molto simile a quella poetica che Jacopone da Todi usò nella sua celeberrima Lauda. L'argomento dello spettacolo è il più diffusamente adottato dalle sacre rappresentazioni europee: la Passione di Gesù Cristo che per la sua intensa drammaticità e per la sua portata metaforica di valore universale, tuttora coinvolge e commuove il pubblico. La regia di Antonio Calenda (autore anche dell'elaborazione drammaturgica), sottolinea proprio quest'attualità, questo eterno valore del senso profondo della Passione: immagina lo svolgersi dell'azione come una rappresentazione di poveri comici nell'Italia contadina della seconda guerra mondiale, intersecando al dramma della vita e della morte di Cristo, la denuncia della folle barbarie che ogni guerra provoca, e l'evocazione delle dure condizioni di vita delle masse dei poveri e degli inermi. Accanto a Piera Degli Esposti che interpreta con ammirevole intensità drammatica e tensione, il difficile ruolo della Madonna, recitano il giovane Maximilian Nisi (Gesù) e Giampiero Fortebraccio (Giuda), Giancarlo Cortesi (Caifas), e una decina di altri affiatati interpreti. Le musiche originali, eseguite dal vivo, sono di Germano Mazzocchetti, mentre l'impianto scenico - teso a riproporre, come nelle rappresentazioni medievali, la centralità del pubblico - è di Bruno Buonincontri. La costruzione scenografica infatti è costituita da una pedana rialzata rettangolare lungo cui vengono collocate panche per un numero limitato di spettatori: una struttura adatta a spazi teatrali, ma anche a quelli meno consueti delle chiese, dei sagrati e dei chiostri, dove lo spettacolo spesso viene messo in scena. Di Buonincontri sono anche i costumi (dai bozzetti di Francescangelo Ciarletta e Ambra Danon), mentre le luci sono create da Claudio Schmid. Lo spettacolo - inserito fra le manifestazioni ufficiali del Grande Giubileo dell'Anno 2000 - è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e dal TSA Teatro Stabile Abruzzese.