Fondazione Le Città del Teatro
Teatro Stabile delle Marche
presenta

GIORNI FELICI
di
Samuel Beckett

con
LUCILLA MORLACCHI

regia
Giampiero Solari


Lucilla-Winnie affonda nel cemento. O forse in tavole ingrigite.
O forse è semplicemente in palcoscenico, cercando di seguire con la massima attenzione le indicazioni e le parole che Beckett ci ha dato come una sorta di "mappa" che ti avvicina alla verità del testo.
Lucilla-Winnie è una donna che potrebbe rimandarsi ad una donna di oggi. Che va al mercato, con la sua sporta nera.
Che cerca il dialogo con il marito. Negando continuamente la sua condizione.
Ed è lì immobile.
Imbrigliata in quel palcoscenico.
Col marito che non la guarda, o quasi, che non ascolta quel fiume di parole, fatti, di frammenti di storie e ricordi. Forse le ascolta, forse no, e lei le vede. Forse è un enorme tensione scenica fra due attori.
Tensione che non deve apparire tesa. (Tutto è quasi immobile). Quel palcoscenico si trova davanti ad un pubblico, che in certi momenti è uno specchio di Winnie. E' l'udito di Lucilla che parla a se stessa attraverso loro. Il pubblico è anche la "coppietta degli Shower"? Forse. Tutto si ripete ogni volta che ri-accade. Tutti gli oggetti sono sempre pronti perchè tutto possa riaccadere.
Cercare di entrare nel teatro di Beckett, è mettersi a fare un esercizio di azzeramento di significati e di certezze, perchè nessun progetto premeditato serve se poi non accade nulla. L'importante è che tutto accada lì, perchè l'unica verità è ciò che accade lì, davanti agli occhi di tutti...
Ragazzo: "Che devo dire al Signor Godot, signore?"
Vladimiro: "Gli dirai...gli dirai che mi hai visto e che...che mi hai visto."
Giampiero Solari