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Sembrano cose da niente, ma il piccolo, il quotidiano, il ripetuto,
l'ovvio, possono improvvisamente farti andare in tilt. Quando questo
avviene ecco che sei considerato uno strano, un originate, uno che deve
essere messo da parte perché non più in linea con le regole sociali
che tutti accomunano e proteggono. E questo solo perché hai aperto gli
occhi, perché hai fatto due più due, la più elementare delle operazioni:
è proibito perdere la bussola, occorre mantenere l'orientamento stabilito
per sé e per gli altri. Per la donna tale obbligo sociale é ancora più
forte, per essere stata abituata nei secoli ad avere scarse possibilità
di critica. Ma mettiamo che la donna decida di fermarsi a riflettere
sulla sua vita e su quella degli altri: allora il giudizio sociale è
pronto a colpirla e a dichiararla fuori gioco. E' un rischio che Grazia
accetta di correre ancora una volta. Alla sua maniera lei fa scorrere
sulla scena il filo della vita sua e di tanti di noi, rivendicando una
normalità messa in discussione per tentare di dire che esiste, sempre,
un nesso tra azione e reazione. La Scuccimarra usa gli strumenti che
le sono più congeniali: la satira, la pungente ironia appuntata soprattutto
a se stessa, I'allegria che a volte si fa malinconica ed amara, I'aggressività
di chi non vuole cedere. Ancora una volta, con ritmo serrate e brillante,
Grazia ride con noi della condizione umana.
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