Coop. Argot a.r.l.
presenta



BRUCIATI
di Angelo Longoni

con
AMANDA SANDRELLI
BLAS ROCA REY


regia di
Angelo Longoni




Un ragazzo e una ragazza di venticinque anni dediti a due forme diverse di prostituzione si ritrovano coinvolti nella morte di un loro comune cliente, un anziano avvocato, al quale sottraggono una valigetta colma di contanti per una cifra di seicento milioni. Ignorando la provenienza del denaro ed immaginando che si possa trattare di soldi "sporchi", i due ragazzi si rintanano in una stanza di albergo in attesa di comprendere esattamente la loro condizione e soprattutto per capire se sono in pericolo o se qualcuno è sulle loro tracce. In questa situazione d'attesa, emergono le esistenze ed il passato dei due ragazzi che, tra reticenze, confessioni, inganni, violenze e tenerezze, mettono a nudo il proprio passato e le rispettive disperazioni nei confronti di una vita che apparentemente è ancora all'inizio e nel fiore degli armi, ma che è percepita da loro come perduta ed ormai irrimediabilmente bruciata. Bruciati è una storia sulla gioventù che si autodistrugge nel dolore nel disagio, nella demotivazione, nell'inconsapevolezza. C'è un fuoco autonomo capace di bruciare in fretta la vita dei ragazzi. Come un male incurabile, un cancro, che divora più velocemente i giovani degli anziani, e che se li porta via in un attimo, impedendo loro di capire e comprendere quello che sta accadendo. E' un fuoco che scioglie le vite ancora prima che iniziano a dare frutti e che spinge a bruciare la gioventù privandola di valore, di importanza e di ogni speranza. E' un fuoco magico e spietato che terrorizza e attrae e che è in grado di eccitare e di distruggere. Ed è lo stesso fuoco che fa morire il sabato notte in uno schianto ai bordi di una strada tra le lamiere di un'auto, che fa correre le moto m bilico sulla sola ruota posteriore, che spinge ad usare la stessa siringa di un compagno di buco. E' lo stesso fuoco che sta negli eccessi, nel desiderio di denaro e di bellezza, di ammirazione ed esteriorità, che fa ritenere la vita a venticinque anni già vissuta, andata, finita. E il resto non conta più. l'importante è bruciare, dimenticare, consumare tutto velocemente, senza pause, senza riflessione. Non c'è più nessuna importanza, tutto è valutato allo stesso modo: il bene, il male, il pericolo, la prudenza. Non c'è più niente che conta quando questo fuoco brucia nel cuore di un ragazzo, la vita e la morte sono così vicine che si confondono tra loro. E confondere è il gioco più eccitante.