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Il testo de "Il caso Fedra" è stato scritto sia utilizzando liberamente
suggestioni da testi già esistenti (Seneca, Ritzos, D'Annunzio, Cvetaeva,
Euripide) sia operando poeticamente sull'intreccio drammatico. Conseguenza
di una tale riscrittura è la proposizione di un lavoro autonomo ed unico
che fornisce allo spettatore di oggi i diversi punti di vista dei protagonisti
di questa tragedia d'amore. Lo spettacolo presenterà "Il caso" raccontato
in modo diverso da Fedra prima, da Ippolito ed infine da Teseo. Sarà
uno spaccato sulla incomunicabilità e sulla impossibilità di amare restando
chiusi ciascuno nel proprio mondo.
A proposito di Fedra
II mito di Fedra ha affascinato e continua ad affascinare generazioni
di scrittori e di drammaturghi, perché contiene, dietro l'apparente
essenzialità dell'intreccio drammatico, figure di estrema complessità
morale e psicologica. Partendo dalla lettura dell'Ippolito di Euripide
e della Fedra di Seneca, il percorso poetico e drammatico, si è snodato
attraverso la Fedra di Racine e D'Annunzio, per approdare a quella della
Cvetaeva ed infine di Ritzos ed Enquist: la diversa sensibilità poetica
e il mondo morale e spirituale degli autori citati conducono a prospettive
e ad analisi differenti dei personaggi principali dall'opera. All'interno
di questo percorso è, dunque stato possibile individuare una disposizione
diversa delle figure mitologiche protagoniste, ognuna presa nella descrizione
essenziale del suo mondo e della sua vita: Fedra, Ippolito e Teseo sono
stati inseriti in modo diverso sulla scena tragica ed è proprio da questa
diversità che emergono i punti di vista dei personaggi. II testo de
"Il caso Fedra" è suddiviso in tre segmenti scenici, ognuno dei quali
rappresenterà il mondo, le ragioni e la prospettiva dei tre protagonisti:
prima Fedra, poi Ippolito ed infine Teseo racconteranno la loro storia
, il loro dramma, fotografati ognuno nel suo destino di incomunicabilità
e di solitudine. Utilizzando liberamente le opere esistenti di questi
autori ed operando poeticamente sull'intreccio drammatico della tragedia,
il testo de "II caso Fedra" è una riscrittura autonoma, contemporanea
di questo mito senza tempo.
Michele Di Martino
Fedra - Ippolito - Teseo, un triangolo che racchiude mondi non comunicanti
tra loro, visioni diverse della realtà. Tre esseri disperatamente soli
che si relazionano in un tragico incrocio. In un serrato confronto i
tre protagonisti dì questa rilettura del mito di Fedra, si espongono
nel tentativo di far capire le ragioni che hanno portato ognuno di loro
ad un punto di non ritorno. Il voto di Ippolito fatto ad Artemide, l'amicizia
tra uomini e la conseguente scelta di vita che escludono l'universo
femminile. La passione di Fedra per il ragazzo e il disperato tentativo
di averlo. II ritorno dell'eroe che dopo aver attraversato e vinto innumerevoli
battaglie, prende coscienza del suo fallimento sul piano umane. Questi
gli elementi portanti dello spettacolo. L'incesto è l'adulterio sono
solo i segni visibili di un conflitto inferiore ben più profondo che
vede la protagonista combattere prima ancora che con l'esterno, con
il suo io inflessibile e inclemente. Una lettura contemporanea del mito,
scritta con un linguaggio a noi vicino dove il ritmo del racconto è
"cinematografico", tre le verità dei personaggi che emergono dallo stesso
scadimento, tre diverse rappresentazioni dello stesso evento.
Maurizio Panici
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