Coop. Argot a.r.l.
presenta



IL CASO FEDRA
Le verità di Fedra
elaborazione drammaturgica di Michele Di Martino
adattamento Maurizio Panici

con
PAMELA VILLORESI



regia di
Maurizio Panici


scene e costumi Arnaldo Pomodoro
musiche Massimo Nunzi


Il testo de "Il caso Fedra" è stato scritto sia utilizzando liberamente suggestioni da testi già esistenti (Seneca, Ritzos, D'Annunzio, Cvetaeva, Euripide) sia operando poeticamente sull'intreccio drammatico. Conseguenza di una tale riscrittura è la proposizione di un lavoro autonomo ed unico che fornisce allo spettatore di oggi i diversi punti di vista dei protagonisti di questa tragedia d'amore. Lo spettacolo presenterà "Il caso" raccontato in modo diverso da Fedra prima, da Ippolito ed infine da Teseo. Sarà uno spaccato sulla incomunicabilità e sulla impossibilità di amare restando chiusi ciascuno nel proprio mondo.

A proposito di Fedra
II mito di Fedra ha affascinato e continua ad affascinare generazioni di scrittori e di drammaturghi, perché contiene, dietro l'apparente essenzialità dell'intreccio drammatico, figure di estrema complessità morale e psicologica. Partendo dalla lettura dell'Ippolito di Euripide e della Fedra di Seneca, il percorso poetico e drammatico, si è snodato attraverso la Fedra di Racine e D'Annunzio, per approdare a quella della Cvetaeva ed infine di Ritzos ed Enquist: la diversa sensibilità poetica e il mondo morale e spirituale degli autori citati conducono a prospettive e ad analisi differenti dei personaggi principali dall'opera. All'interno di questo percorso è, dunque stato possibile individuare una disposizione diversa delle figure mitologiche protagoniste, ognuna presa nella descrizione essenziale del suo mondo e della sua vita: Fedra, Ippolito e Teseo sono stati inseriti in modo diverso sulla scena tragica ed è proprio da questa diversità che emergono i punti di vista dei personaggi. II testo de "Il caso Fedra" è suddiviso in tre segmenti scenici, ognuno dei quali rappresenterà il mondo, le ragioni e la prospettiva dei tre protagonisti: prima Fedra, poi Ippolito ed infine Teseo racconteranno la loro storia , il loro dramma, fotografati ognuno nel suo destino di incomunicabilità e di solitudine. Utilizzando liberamente le opere esistenti di questi autori ed operando poeticamente sull'intreccio drammatico della tragedia, il testo de "II caso Fedra" è una riscrittura autonoma, contemporanea di questo mito senza tempo.
Michele Di Martino

Fedra - Ippolito - Teseo, un triangolo che racchiude mondi non comunicanti tra loro, visioni diverse della realtà. Tre esseri disperatamente soli che si relazionano in un tragico incrocio. In un serrato confronto i tre protagonisti dì questa rilettura del mito di Fedra, si espongono nel tentativo di far capire le ragioni che hanno portato ognuno di loro ad un punto di non ritorno. Il voto di Ippolito fatto ad Artemide, l'amicizia tra uomini e la conseguente scelta di vita che escludono l'universo femminile. La passione di Fedra per il ragazzo e il disperato tentativo di averlo. II ritorno dell'eroe che dopo aver attraversato e vinto innumerevoli battaglie, prende coscienza del suo fallimento sul piano umane. Questi gli elementi portanti dello spettacolo. L'incesto è l'adulterio sono solo i segni visibili di un conflitto inferiore ben più profondo che vede la protagonista combattere prima ancora che con l'esterno, con il suo io inflessibile e inclemente. Una lettura contemporanea del mito, scritta con un linguaggio a noi vicino dove il ritmo del racconto è "cinematografico", tre le verità dei personaggi che emergono dallo stesso scadimento, tre diverse rappresentazioni dello stesso evento.
Maurizio Panici