Coop. Argot a.r.l.
presenta



ANTIGONE
di Jean Anouilh
traduzione Adolfo Franci
adattamento Maurizio Panici


con
PAMELA VILLORESI
BRUNO ARMANDO


regia di
Maurizio Panici


scene e costumi Arnaldo Pomodoro
musiche originali Massimo Nunzi
luci Valentino Brossa


Antigone in Anouilh (il testo fu scritto e rappresentato durante l'occupazione tedesca della Francia) porta in sé insieme il senso del clandestino e dell'ambiguità diviene così testimonianza profonda dell'inquietudine che allora attraversava quel paese. Oggi, in questo mondo martoriato, frantumato in conflitti di inaudita violenza, Antigone mostra intatta la sua forza e la sua attualità. La sua ribellione e l'ostinata opposizione agli ordini di Creonte trascendendo lo slancio sentimentale, tendono verso l'assoluto. La scelta estrema (la morte) è vissuta come conquista della libertà e superamento del conflitto tra obbedienza alle leggi scritte degli uomini o a quelle non scritte della coscienza. All'opposto, c'è Creonte: l'uomo che "deve mettersi al lavoro" per ripristinare le regole, all'indomani di una rivoluzione fallita. La contrapposizione tra i due personaggi, maschile-femminile, ragione-cuore esplode così in modo violento e netto, definitivo. Il Coro (una cantante-attrice) con le sue nenie e canzoni in ebraico antico e la musica fortemente evocativa di atmosfere mediterranee contribuiscono a riportare Antigone alla sua natura originaria, dopo aver attraversato il quotidiano e il presente.