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Angelo Baldovino accetta la proposta di sposare Agata, messa incinta
dal marchese Fabio Colli, che non può sposarla perché già ammogliato.
Egli dovrà essere soltanto in partenza un marito, per salvaguardare
la rispettabilità di Agata e consentire al marchese di continuare a
frequentarla. Baldovino è stato scelto per questo singolare compito
perché uomo fallito, di scarsa moralità, ritenuto pronto ad accettare
ogni proposta per guadagno; invece egli prende la cosa con eterna serietà,
per la prima volta ha un compito serio da assolvere, pensa di poter
rendersi utile alla ragazza in difficoltà, al nascituro cui potrà dare
il suo nome, allo stesso marchese Fabio, legato ad una moglie che lo
tradisce. La sua risposta è chiarissima: "Sposerò per finta una donna
ma sul serio io sposo l'onestà". Già nel dialogo preliminare con Fabio
dichiara che diventerà "un tiranno", per ottenere che tutti stiano dignitosamente
ai patti. E, in realtà, dimostrerà un rigido rigore morale che metterà
in soggezione e in difficoltà tutti. Agata, che ormai pensa soltanto
ad essere madre e quando nascerà il figlio si dedicherà interamente
a lui, dopo il matrimonio non vuole più avere contatti con Fabio. Il
marchese ne è esasperato; crea una società e chiama Baldovino a farne
parte, sperando che rubi o, alla peggio, di tendergli una trappola per
accusarlo di disonestà e liberarsi di lui. Baldovino si comporta nella
società con competenza e rigore morale, risultando d'esempio agli altri.
II suo comportamento - egli dice - gli fa provare "il piacere dei Santi
negli affreschi delle chiese . A Fabio non resta che tendergli una trappola;
ma Baldovino lo smaschera di fronte ad Agata e, dopo aver fatto balenare
che il maldestro tentativo tornerebbe a danno del bambino che porta
il suo nome, si dice, comunque, pronto ad andarsene, ad essere accusato
di furto, purché a rubare per lui sia Fabio al quale va accollato tutto
il peso dello squallido intrigo. A questo punto tutti lo pregano di
rimanere. In particolare Agata che evidentemente ha capito come Fabio
e gli altri siano uomini mediocri e disonesti rispetto a Baldovino,
la cui onestà e la cui umanità l'ha conquistata. Ancora una volta Pirandello
si serve di un matrimonio "bianco" come ad esempio in "Pensaci Giacomino"
e in "Ma non è una cosa seria" per creare situazioni che finiscono per
svelare la vera natura dei personaggi. È un modo di contravvenire alle
regole sociali per mettere in evidenza virtù non convenzionali che albergano
nell'animo del protagonista. Il quale, in questa commedia, da uomo squalificato
cui gli altri intendono affidare un compito degradante, credendo alla
bontà della sua missione in difesa di umani valori (Agata e il suo bambino),
si rivela uomo di alta qualità morale e di autentica bontà anche se,
da questa sua conquistata condizione, si diverte "pirandellianamente"
a mettere in ridicolo la falsa rispettabilità degli altri.
dall'introduzione al testo di Italo Borzi
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