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In una città italiana del Cinquecento c'è un giudice che trova i colpevoli
di ogni crimine. Un giorno accade che qualcuno bruci la cattedrale della
città e sottragga anche una statua d'oro. Il giudice scopre il colpevole
del furto, e viene a sapere da lui che questo era stato commissionato
da un misterioso personaggio, che si rivela essere il capo delle guardie
cittadine, ufficialmente morto nel rogo della cattedrale, mentre faceva
l'amore con una ragazza. Il giudice scopre che il capo delle guardie
è ancora vivo e accusa dell'incendio alcuni potenti della città. Contro
il giudice però vi è una doppia congiura. Da un lato il Cardinale e
il capo dell'inquisizione che governano la città devono dimostrare che
le sue accuse sono sbagliate, frutto di interesse personale. Dall'altro
anche il diavolo ha deciso di impadronirsi di lui, entrando nel suo
corpo sotto forma di supposta. Ma il diavoletto si sbaglia ed entra
nel corpo della sua fedele (e brutta e vecchia) serva Pizzocca. Il demonio
decide così di usare la circostanza per rovinare il giudice con uno
scandalo sessuale: fa crescere alla Pizzocca seno e sedere a dismisura,
e la fa scoprire nuda a letto con il giudice. Il quale sarebbe persona
di costumi austeri; ma di fronte alla seducente Pizzocca, cede. Buon
per lui, perché quando, dopo aver ammazzato tutti i suoi testimoni per
impedirgli di rivelare lo scandalo, i potenti della città decidono di
processarlo per lussuria, è l'indemoniata Pizzocca a far fallire la
trama, svelando di essere stata corrotta dal Cardinale. Il giudice è
lo stesso condannato a vogare su una galera, in quanto sovversivo. Ma
la Pizzocca lo ama…
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