Compagnia Teatrale i Magazzini
Teatro di Messina
Teatro Stabile dell'Umbria
presentano



NELLA GIUNGLA DELLE CITTA'
di Bertolt Brecht

con
SANDRO LOMBARDI, ROBERTO TRIFIRO'
DOROTEA ASLANIDIS, MASSIMO VERDASTRO,
GIANLUIGI FOGACCI, MARTA RICHELDI,
EMANUELA VILLAGROSSI, BRUNO VIOLA,
ROBERTO SECCHI, ANNIBALE PAVONE,
KEN PONZIO

regia di
Federico Tiezzi


Chicago, anni Venti. Un ricco commerciante di legname si presenta un giorno in una biblioteca per prendere un libro in prestito. Il genere non ha importanza: ciò che conta è la possibilità di acquistare, assieme al libro, l'opinione che il giovane commesso ha su di esso. Così inizia Nella giungla delle città, uno dei drammi più misteriosi e inquietanti di Bertolt Brecht. Il ragazzo (che presenta molti tratti autobiografici del giovane autore) rifiuta: vuole permettersi il lusso delle sue opinioni. Il vecchio insiste, esprimendo la convinzione che con il denaro si possano comprare anche opinioni, sogni, pensieri, sentimenti. In una dimensione metafisica e stralunata si apre una lotta senza esclusione di colpi tra due soggetti ai margini della società: anche se ricco e potente, Shlink porta inciso nella memoria il dramma di una infanzia di immigrato e il peso di una pelle diversa. Garga a sua volta ha a carico una intera famiglia giunta nella grande metropoli solo da pochi anni dagli stati del Sud. Per Shlink la lotta inizia con una paradossale donazione a Garga di tutti i suoi averi. Garga se ne libera per inseguire un sogno di libertà esotica a Tahiti che peraltro non si realizza, mentre il germe della corruzione contamina e trascina al fondo tutta la sua famiglia. Federico Tiezzi legge nel dramma giovanile di Brecht, il fascino di una serie di situazioni umane dominate dall'ambiguità e dal mistero. Qual è il vero motivo che spinge Shlink a provocare il giovane Garga? Il gusto della lotta per la lotta? Il piacere perfido di verificare il potere del denaro? Una profonda forma di innamoramento? Una oscura volontà di ricreare le condizioni per potersi sentire di nuovo escluso dalla società a cui con tanta fatica era giunto a integrarsi? Tra le tante possibili letture di questo testo denso e visionario, una delle più suggestive, ma che non esclude le altre, è quella di uno scontro impietoso tra la giovinezza che si apre alla vita e il declinare dell'età che si ribella al destino. Ricorre nei dialoghi il ricordo della foresta originaria, da cui viene l'umanità, là dove le leggi della sopravvivenza erano così crudeli da risultare più pure di quelle della concorrenza regolala del mondo capitalistico. Non a caso, Shlink, che viene dalla foresta, si è arricchito e ha acquisito un ruolo sociale commerciando in legname. Accanto a Shlink e a George Garga, Brecht delinea alcuni caratteri femminili indimenticabili: Mae, la madre dura e inflessibile che suscita i sensi di colpa di George e che abbandona tetto e famiglia disgustata dall'incomprensibilità dei rapporti tra gli uomini; Mane, la sorella che, innamoratasi di Shlink, viene da questo spinta sulla via della prostituzione; Jane, la fidanzata, sposata da Garga per vendetta contro il possibile attaccamento morboso di Shlink nei suoi confronti e schiacciata dalla solitudine cui la costringe la condanna a tre anni di carcere che Shlink riesce a far infliggere a George. Attorno a queste figure, si assiepa una folla di caratteri minori, delineati con tratto grottesco e marcatamente espressionista, ma anche memori della tradizione della commedia dell'arte. In questo testo il giovane Brecht ha lasciato anche memoria di quelli che erano i suoi gusti e le sue passioni letterarie e artistiche negli anni della formazione: il nome di Arthur Rimbaud è la presenza più forte; che si porta dietro il fascino di una giovinezza sregolata e geniale, l'idea del dono poetico come di una missione dolorosa e di sofferenza quasi eristica, infine l'immagine inquietante e simbolica della fuga dall'Occidente. L'amore per la pittura di Gauguin porta Brecht a spostare il luogo della fuga dalle regioni arabo-africane di Rimbaud alla Tahiti della Polinesia francese dove a Noa Noa Gauguin si era rifugiato a riscoprire una autenticità perduta. Federico Tiezzi firma traduzione, drammaturgia e regia. Scene e costumi sono di Pasquale Grossi. Mario Schifano ha fornito i bozzetti per i fondali e i siparietti e Francesca della Monica e Roberto Secchi hanno curato la parte musicale. Gli interpreti sono: Sandro Lombardi, Roberto Trifirò, Dorotea Aslanidis, Massimo Verdastro, Gianluigi Fogacci, Marta Richeldi, Emanuela Villagrossi, Bruno Viola, Roberto Secchi, Annibale Pavone, Ken Ponzio. Lo spettacolo è prodotto da: Teatro di Messina, Compagnia Teatrale i Magazzini e Teatro Stabile dell'Umbria.