Centro Teatrale Bresciano
presenta



CORSIA DEGLI INCURABILI
di Patrizia Valduga

con
GIANFRANCO VARETTO

regia di
Gianfranco Varetto

scene e costumi Eugenio Liverani


Un rarissimo esempio di teatro contemporaneo di poesia, che, oltre a garantire il piacere dell'ascolto di versi costruiti con straordinaria perizia metrica, riesce a parlare incisivamente al pubblico di temi scottanti di solito tenuti a debita distanza dalle nostre scene, in un'alternanza emozionante di toni comici e drammatici, di invettiva e di elegia questo è Corsia degli incurabili, monologo affidato dalla poetessa Patrizia Valduga alla regia e interpretazione di Gianfranco Varetto. Negli endecasillabi del serventese duecentesco magnificamente modellato ad accogliere e fondere reminiscenze classiche con frammenti di degradato linguaggio quotidiano, il protagonista, malato "terminale abbandonato in una miserabile corsia ospedaliera, oppone tutta la sua fragile rabbia, sostenuta dalla lucidità estrema di chi sta sospeso tra vita e morte, al mondo vacuo, politicamente e culturalmente abbruttito, dei "sani". A questa rabbia, che negli squarci di memoria intima amorosa si trasforma in effusione lirica, da voce Varetto con una prova di grande virtuosismo, inscenando, nella cupa, livida stanza ideata da Eugenio Liverani e suggestivamente illuminata da Gigi Saccomandi un rituale pietoso sul proprio stesso corpo, sul proprio cranio avvolto nelle bende di un sudario: la parola poetica può divenire così un potente mezzo di comunicazione teatrale.