Arca Azzurra Teatro
presenta



PAESAGGIO CON FIGURE
di Ugo Chiti

con
MASSIMO SALVIANTI,
PATRIZIA CORTI,
MARCO NATALUCCI, LUCIA SOCCI,
BARBARA ENRICHI,
DIMITRI FROSALI,
ILARIA DADDI, ANDREA COSTAGLI,
GIULIANA COLZI, AMINA KOVACEVICH,
MARCO MESSERI


regia di
Ugo Chiti

scene Stefania Battaglia
costumi Giuliana Colzi
luci Carlo Cerri


Il progetto
Nel progetto teatrale 'La Terra e La Memoria", avviato nel 1976 da Ugo Chiti in collaborazione con la Compagnia Arca Azzurra Teatro, "Paesaggio con figure" si colloca come anello mancante di una scrittura drammaturgica che prende in esame quasi un secolo di storia Italiana, analizzandola attraverso un microcosmo regionale. Il primo spettacolo del progetto. "Allegretto... perbene ma non troppo" affrontava in tono tragico-grottesco l'italietta conformista degli ultimi anni del fascismo in un ritrito corate allargato ad un'intera comunità. "La provincia di Jimmy" restringeva l'indagine del paesaggio Italiano della metà degli anni cinquanta, in un interno familiare denso d'inquietudini e delusioni. "Paesaggio con figure" fa un salto all'indietro, agli inizi del secolo, precisando la radice storica del progetto, prima di completarlo con la memoria più recente degli anni settanta e forse, perché no, di questi sorprendenti anni novanta.

La scena
II precedente allestimento, limitato alla presentazione del primo tempo nell'ambito del Festival di Drammaturgia Mondiale a cura di Dionsya tenuto a Castelnuovo Berardenga, si avvaleva di una scenografia naturale. La grande facciata di una casa contadina veniva sfruttata dalla regia in tutti i vari elementi esterni (scale, porte, finestre, ballatoi) compresi gli spazi interni visibili dalle aperture. Pensando ad un allestimento tradizionale abbiamo preso subito le distanze da ogni tentativo di avvicinamento a questo suggestivo ambiente. La definizione di luogo scenico si è come negata, la casa si è ridotta ad un piccolo giocattolo di carta al centro di una più allusiva stanza-paesaggio (i sassi sono rigorosamente veri).

I costumi
II precedente allestimento, limitato alla presentazione del primo tempo nell'ambito del Festival di Drammaturgia Mondiale a cura di Dionsya tenuto a Castelnuovo Berardenga, si avvaleva di una scenografia naturale. La grande facciata di una casa contadina veniva sfruttata dalla regia in tutti i vari elementi esterni (scale, porte, finestre, ballatoi) compresi gli spazi interni visibili dalle aperture. Pensando ad un allestimento tradizionale abbiamo preso subito le distanze da ogni tentativo di avvicinamento a questo suggestivo ambiente. La definizione di luogo scenico si è come negata, la casa si è ridotta ad un piccolo giocattolo di carta al centro di una più allusiva stanza-paesaggio (i sassi sono rigorosamente veri).

Le musiche
Tutte classiche. Un solo motivo popolare, un tema a ballo, gentilmente suggerito dal professor Gastone Venturelli.