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Oggi tutti festeggiano tutto, anche ciò che è insignificante. Giusto,
quindi, accendere affettuosamente allegre candeline per i quindici anni
di rappresentazione di "Noi, le ragazze degli anni `60", uno spettacolo
che nel lontano 1983 anticipò incredibilmente i tempi, mettendo in guardia
i giovani di allora dall'inesorabile ritorno di quel favoloso decennio.
E quel favoloso decennio è tornato, trionfante in tutto il suo splendore:
se ne ripropongono la musica, gli abiti, i sentimenti, le scale di valori,
i volti e le voci, forse nel disperato tentativo di restituire un contenuto
a quel senso di vuoto disorientante che sembra attanagliare tutti, giovani
e meno giovani. Allora ne riparliamo volentieri, disposti come sempre
a ridere di quello che eravamo e, soprattutto, di quello che siamo oggi.
Se è vero, infatti, che è in pieno svolgimento I'operazione di recupero
dei vecchi miti, è però incontrovertibile che il tempo sia comunque
passato, che tante cose siano avvenute e che, perciò, questo nostalgico
ritorno si scontri inevitabilmente con una società diversa da quella
di trent'anni fa. Con dolcezza e commozione, ma anche con rancore e
tanta voglia di saldare vecchi conti, apriamo nuovamente il sipario
su di noi, giovani e meno giovani, uniti nel tentativo di essere sempre,
comunque, protagonisti. Ridiamo di come eravamo sciocchi, teneri e inconsapevoli,
e di come siamo oggi, sicuramente coscienti, senza più veli a coprire
la realtà ma, al tempo stesso, tanto comicamente patetici nel volere
far finta che tutto possa tornare azzurro e sereno come in quegli anni.
Lo scopo è quello di passare due ore insieme, divertendoci da morire
alle nostre spalle.
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