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"Uomini
senza donne" è una commedia amara e divertente che affronta l'inadeguatezza,
la confusione e le incapacità dei trentenni di vivere in modo equilibrato
e maturo i sentimenti e l'amore. Si tratta di un problema vissuto tanto
da aver contribuito in modo considerevole negli ultimi anni alla trasformazione
della composizione sociale del paese. È la storia di due uomini, una
strana coppia buffa e mal assortita, due "creativi", un pubblicitario
e un sassofonista, due scapoli che convivono e che fanno delle donne
il loro principale argomento di conversazione. Il pubblicitario e estroverso,
bello, aitante, salutista, fortunato con le donne, sicuro di sé, un
po' cinico, pratica il pugilato a livello dilettantistico. Il sassofonista
e ombroso, timido, nevrotico, auto ironico, autolesionista, trascurato
e con una forte tendenza all'alcolismo. I due convivono temporaneamente
nello stesso appartamento, dividendo comicamente una vita mal organizzata,
contraddistinta da un continuo e reciproco interrogarsi su tutto ciò
che riguarda l'altro sesso. Ma l'amicizia è minata da una profonda immaturità,
dall'incapacità quasi fisiologica di essere felici e sereni. Il finale
è avvolto da un cinismo disarmante. La paura di essere veramente se
stessi e di seguire le loro autentiche emozioni spinge i due amici ad
uno scontro finale che li rende impotenti e attoniti di fronte alle
proprie debolezze e incapaci di reagire alla meschinità della loro vita
affettiva.
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