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Accademia Perduta/Romagna Teatri
presenta
L'IMPRESARIO
DELLE SMIRNE
di
Carlo Goldoni
con
Ruggero Sintoni, Giorgio
Giusti, Claudio Casadio,
Luca Carpigiani, Laura Lugaresi, Mariangela Righetti,
Licia Navarrini, Andrea Trangoni, Massimo Vasini, Roberto Bellucci
regia
di
Antonio Taglioni
scene Koki Fregni
costumi Steve Almerighi
musiche Giuseppe Montanari
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Sei comici disperati e affamati
vivono per un breve attimo l'illusione e il sogno della ricchezza: partire
per una favolosa tournée in Oriente e tornare carichi d'oro e di celebrità.
Caduti facili prede di mediatori intriganti, di impresari furbi e rapaci,
i poveri artisti scoprono a loro spese che le regole del Teatro sono
eterne e che la loro vicenda scritta 200 anni or sono ha un sapore grottesco
di attualità. Distratti dalle loro piccole beghe e rivalità, occupati
a farsi la guerra per far carriera, invidiosi di una posizione nella
gerarchia di palcoscenico, di un costume più o meno sfarzoso, di un
privilegio in più e soprattutto di avere una paga uno più alta dell'altro,
non si accorgono di essere delle piccole sciocche marionette i cui fili
vengono manovrati da chi il potere veramente ce l'ha. Svanito il sogno,
nell'amara disillusione trovano il coraggio di unirsi in uno sforzo
comune, di cancellare le rivalità e il disaccordo in nome di un Teatro
ideale, ripercorrendo le piste di un'utopia che da qualche secolo si
ripete. Carlo Goldoni, l'inventore della Commedia di carattere, racconta
in un piccolo ironico affresco la caduta di una civiltà e di una cultura
incapaci di difendersi al mutare delle regole in corso. Il Conte Lasca,
nobile veneziano rappresentante di una società ormai in fin di vita,
crede di essere ancora il centro di un universo che invece è in disfacimento:
non si accorge che altre forze ancora confuse ma piene di dinamismo
e vitalità sono pronte a metterlo bruscamente da parte per cercare confusamente
nuove strade, nuovi modi più vicini alla realtà e alla vita di recitare
la commedia umana. I comici senza sapere il perché, confondendo il teatro
con la vita, vanno verso un incerto futuro con l'ottimismo e la risolutezza
propri della gente che lavora in teatro. Avvolto in un clima magico
e colorato, lo spettacolo procede con un ritmo che alterna momenti comici
ed altri di tenera malinconia senza perdere mai di vista la spietata
ironia che ritorna ad affiorare tutte le volte che l'atmosfera sta per
farsi troppo seria: esilaranti riti fra prime donne, l'albagia di un
musico soprano, l'affamata protervia di un poeta si rivelano irresistibilmente
comiche sotto l'occhio stupefatto dell'impresario turco, spettatore
incredulo di un mondo di cui non conosce l'alchimia e al quale vuole
sottrarsi il più rapidamente possibile.
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