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Teatro
dell'Arca
presenta
SOGNO
DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
traduzione Laura Lotti e Giampiero Pizzol
con
ANDREA SOFFIANTINI, LAURA AUGUZZONI,
STEFANO
BRASCHI,
FRANCO
PALMIERI, RAFFAELLA
BETTINI, ELEONORA MAZZONI,
GIAMPIERO
BARTOLINI, ROSARIO TRONNOLONE, SERGIO
CANGINI,
DAVIDE ARCANGELI,
FATIMA MARTINS
regia
Tadeusz Bradecki
scenografia e musiche a cura della Compagnia
costumi Barbara Hanicka
allestimento e luci Sergio Cangini
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Commedia dei tre mondi,
ecco la possibile definizione di questo fantasmagorico capolavoro di
Shakespeare, tre mondi, infatti si alternano e si danno convegno sulla
scena a ritmo incalzante. La solare Corte di Atene cede il posto al
notturno Bosco delle Fate, posto che servirà da sfondo al comico Mondo
del Teatro. Ma ciò che tutto muove non è il conflitto, piuttosto l'Amore,
Amor nuziale a cui quest'opera scritta da Shakespeare dopo l'epidemia
di peste del 1594, era dedicata; amor cerimonioso fra Teseo e Ippolita,
i potenti sovrani ateniesi; amor non ricambiato di EIena per Demetrio;
amor ostacolato di Lisandro e Ermia; amor fatto di incanti, battaglie
ed attrazioni tra il Re degli Elfi e la Regina delle Fate; amore tragicomico
di Pirano e di Tisbi, protagonisti sventurati della commedia maldestramente
messa in prova da un branco di artigiani. Amore, però sarebbe un triste
e immobile Signore senza il caso, ovvero i casi della vita o meglio
ancora, senza di Lei, la Vita stessa. E chi più del vivace, astuto e
bontempone folletto Puck potrebbe mai rappresentarla? Così un filtro
d'amore destinato a un occhio finirà in un altro creando un pasticcio
generale, un baldo attore, fiero del suo ruolo, si troverà sul collo
una testa di Somaro, e raglierà d'amore per Titiania, Regina delle Fate,
vittima a sua volta del disgraziato filtro. Ma ad ogni filtro c'è rimedio.
Ogni commedia o vicenda ha la sua meta e tutto infine avrà pace con
triplici e solenni nozze, con musica banchetti e danze. Dunque una festa,
un carnevale di trovate, errori, equivoci e risate, eppure anche qualcosa
di più alto. Poiché, vista al contrario, tutta l'avventura ha forma,
corpo e nome di Sogno: passioni cieche da cui ridestarsi, paure, desideri
e burle da cui trarre partito, punizioni e dolori da patire, rancori
da mettere al bando. Così passa nelle nostre orecchie l'incantato filtro
dei versi di Shakespeare. Così passa sotto i nostri occhi la Vita, proprio
come un Sogno pieno di fatti e di fugaci fantasie e l'uomo, come dirà
Bottom: "Non può che riconoscersi un somaro dovendo interpretare questo
enorme Sogno".
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