Compagnia del Teatro Eliseo
diretta da Rossella Falk
presenta



BOOMERANG
di Bernard da Costa
traduzione di Piero Ferrero

con
ROSSELLA FALK

e con
Fabio Poggiali


regia di
Teodoro Cassano

scene e costumi Paolo Tommasi


Un'insegnante commette l'errore, una sera, di dire ad uno dei suoi allievi ciò che pensa del suo talento. Grosso errore: l'allievo insicuro e rancoroso, non avrà pace finché non avrà ottenuto la sua vendetta, che è mettere anche l'insegnante davanti ai suoi difetti, le sue finzioni, le sue sconfitte. Ha la traiettoria di un boomerang questa lotta mortale sotto la pioggia di una grande città. E' lecito giudicare gli altri?...Come bisogna lottare contro questo congegno infernale: l'opinione degli altri?... Rinviandogli il nostro boomerang, ciò che noi pensiamo a nostra volta di loro!

Il mio sogno: diventare un boomerang.
II desiderio di un autore di teatro: appropriarsi dei gesti degli altri, delle loro reazioni, delle loro abitudini; sottolineare le improvvise malvagità le inconsce debolezze, gli attimi fuggevoli in cui inciampano e si tradiscono, e attraverso i quali ci si potrà, a nostra volta, tradire. Non sono mai stato un allievo di un corso di arte drammatica e neanche conosco a fondo l'ambiente dei professori e degli studenti universitari. Però conosco bene e ho subito infinite volte la crudeltà la presunta franchezza degli altri. Quelli che ad ogni costo vogliono dirvi ciò che pensano di voi, come hanno afferrato ciò che giudicano negativo di voi, come vi hanno "capito" e come, adesso, sono in grado di descrivervi. Anche voi, tutti voi, li avete incontrati quei tipi. E forse, allo stesso modo, gli avete fatto subire gli effetti della vostra acutezza. Io almeno, ho sempre sentito l'istinto di contrattaccare. Dentro di me ho infinite repliche di riserve micidiali, di giudizi capaci di annientare la persona presa di mira, tanto, mi sembra, io sarei lucido, freddo, implacabile, ma giusto in confronto a loro. Purtroppo, o per fortuna, non lo so, raramente nella vita di tutti i giorni si riesce a lasciarsi andare a questa battaglia per la verità. Di qui il piacere di scrivere per il teatro, il piacere di far nascere personaggi, dei personaggi che diventano veri, o almeno ci provano. Molto tempo fa ho scritto una commedia che si chiamava "Ditemi che ho talento". Questa volta mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse: "hai capito qualche cosa, hai saputo ritagliare qualche figurina da quel grande album figurato che è la vita". E grazie al talento degli attori, queste figurine diventano anime. Io abito voi, voi mi abitate. Sapete un autore è sempre un pò megalomane, ma grazie a Dio, lo è anche il pubblico. La prova è che alla fine giudica. Coraggio allora, giudicatemi.
Bernard da Costa