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Un'idea per Un marito di
Svevo
E' curioso questo testo di Svevo finito di scrivere nel lontano 1903.
In piena Belle Epoque (La Vedova Allegra è del 1905), egli prende i
suoi personaggi e li precipita nel crogiolo della psicanalisi neonata
nemesi di tutte le architetture del novecento. Allora, mi dico, questi
personaggi sono già proiettati in un loro futuro, sono personaggi a
venire? E in quale futuro essi si troveranno, mi domando ancora? Ma
nel futuro delle rivoluzioni delle arti, figurative, musicali, architettoniche,
delle nuove scoperte delle malattie della psiche, in definitiva, essi
inconsapevolmente si affacciano con problemi a loro sconosciuti in un
mondo tutto nuovo, un mondo che sta sfasciando gli infiniti estetismi
di fine secolo, un mondo per molti lati a loro ignoto (vedi a questo
proposito il masochismo che impregna i rapporti marito-moglie), un mondo
diverso nel quale inserirsi e che li travolgerà per sempre. E' la rottura
in atto col passato, il naufragio: essi stanno varcando la soglia della
profonda rivoluzione del novecento. Se l'avvocato Arcetri è la summa
di tutto ciò, il personaggio più sorprendente, al di là, che s'è gettato
alle spalle il modo di essere del vecchio secolo da cui proviene, è
sua moglie Bice, le cui azioni provocatorie e la cui lealtà, nonché
l'accettazione di un espiare metafisico, la sfaccettano con un taglio
moderno, a noi chiaro e comprensibile, da lasciare senza fiato. Si è
parlato a proposito di questo testo, di Ibsen, Strindberg, di Pirandello.
Per il tono a volte sarcastico, a volte comico che usa l'autore, perché
non ricordarsi anche di G. B. Shaw? Candida, La signora Warren, sono
degli stessi anni.
Giuseppe Patroni Griffi
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