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Ardenzi ha scelto una
divertentissima commedia comica per il debutto di Marco Columbro in
teatro. "Twist" appartiene alla grande tradizione del teatro comico
inglese, dove gli equivoci generano situazioni paradossali, scambi di
persone ispirati agli straordinari meccanismi teatrali nei quali Feydeau
è stato l'inventore. Vicino a Columbro ci sarà Lauretta Masiero grande
star del teatro brillante, che con la regia di Ennio Coltorti ed altri
giovani attori entreranno in un vorticoso spettacolo ambientato negli
anni 60' e sotto lo sfondo dei più famosi twist dell'epoca.
E' possibile vivere tra gli altri mediando le loro diverse esigenze
e ritagliando allo stesso tempo i propri spazi di pura sopravvivenza?
Oltre tutto in un'epoca come la nostra, dove il telefono, l'aereo, l'automobile,
riducono le distanze e il tempo? Possibile, certo, ma anche sicuramente
molto difficile. Forse ancora di più in tempi in cui questi mezzi di
spostamento e comunicazione erano ancora relativamente giovani. Anni
'60. Un bellissimo cottage in cui un uomo è solito trascorrere il suo
riposante e comunissimo fine settimana. Apparentemente una situazione
del tutto normale ma ... sì, c'è qualche "ma", qualche lieve anomalia,
nella vicenda che andrà a dipanarsi all'apertura del sipario: in effetti
l'uomo in questione è sposato e, inventando ricorrenti trasferte di
lavoro, tiene nascosta alla moglie l'esistenza del cottage in cui, nel
week end, viene a rifugiarsi con un'altra donna, anch'essa naturalmente
segreta. Fin qui, tutto sommato, potremmo ancora essere nella normalità
ma se "l'altra donna" fosse in realtà la scorbutica e attempata madre
dell'uomo? E se questa madre, incapace di accettare anche solo l'idea
dì una moglie nella vita del figlio, fosse stata da quest'ultimo tenuta
a sua volta all'oscuro dell'esistenza di quel matrimonio? L'uomo allora
sarebbe in una situazione non del tutto normale e potrebbe forse cominciare
a configurarsi come un tipo eccessivamente mammone, succube, apprensivo
ma soprattutto sprovveduto, visto che all'imprevisto arrivo della moglie,
e via via di altri inattesi personaggi, non saprà far altro che accumulare
bugie su bugie nel forsennato tentativo di tenere tutti all'oscuro di
tutto. Certo è un comportamento che può anche avere una sua nobile motivazione:
tentare di continuare a vivere tranquillamente tra le due tiranniche
signore senza tuttavia dar loro del dolore. Ma spesso equivoco genera
equivoco e così la girandola della menzogna sarà destinata a ruotare
sempre più vorticosamente fino a trasformare la leggera brezza iniziale
di un vento impetuoso che trascinerà con sé mogli, mariti, amanti e
fidanzati finché... Buon divertimento.
Ennio Coltorti
L'idea di "Twist" deriva da un mito popolare moderno che ho appreso
quando vivevo in America. Mi sembrò che quella semplice storia avesse
in se un germe di verità, come hanno molti di questi miti metropolitani;
in questo caso si riferiva alla triplice relazione Madre-Figlio-Nuora.
Anni dopo stavo raccontando quella storia ad un amico, quando a metà
di una frase mi venne in mente che lì avevo la base per una commedia
farsesca - il giorno in cui l'inganno venne finalmente scoperto. E una
farsa non riguarda sempre dei segreti ed il terrore dei protagonisti
che questi segreti vengano all'improvviso svelati? A me sembra che viviamo
in un'epoca in cui sia possibile solo il genere "commedia". Per scrivere
una tragedia è necessario possedere il senso che il mondo abbia un suo
grande disegno - un ordine naturale delle cose generalmente accettato
e di cui l'eroe si fa beffe a suo rischio e pericolo. A causa della
nostra perdita di fede in qualcosa di più grande di noi la Scienza nel
mondo moderno si è rivolta all'interno al di là dell'atomo, e l'Arte
(quanto non mi piace questa parola - soprattutto se scritta con la A
maiuscola!) si è rivolta ad un esame microscopico del comportamento
dell'uomo e della sua psiche. In teatro ci sono oggi pochissime commedie
serie - e sono tutte tetre. Per scrivere una vera tragedia sarebbe necessario
ignorare molti fatti riguardanti le vite dei nostri personaggi - e non
ci sentiamo più in grado di farlo. Se dovessimo esaminare il comportamento
di Amleto sotto il microscopio col quale esaminiamo i nostri eroi d'oggi
- se mai lo dovessimo vedere in situazioni quotidiane - mentre si alza,
si taglia col rasoio facendosi la barba, fa colazione e non è in grado
di decidere fra i cornflakes e un croissant - avremmo in nuce un personaggio
comico. Nello scrivere "Twist" ho usato deliberatamente dei personaggi
stereotipi, come faccio spesso. I miei nemici dicono che non sono in
grado di fare altro. Ma io credo che noi tutti aspiriamo ad essere degli
stereotipi. C'è qualcuno che nel segreto della propria mente e mentre
agisce in un certo modo non abbia in mente un personaggio nel quale
desidererebbe essere riconosciuto? Potrebbe trattarsi del burbero militare
in pensione, l'elegante signora oziosa, l'eccentrico bohémien coi capelli
lunghi e scapigliati, la moglie e madre vessata, il fluneur dì professione,
l'uomo o la donna d'affari con lo sguardo d'acciaio - una volta che
la gente ci riconosce in un certo ruolo noi sapremo come comportarci
in qualunque situazione ci verremo a trovare. La Commedia dell'Arte
si rendeva perfettamente conto di questo e metteva in scena infinite
variazioni mischiando caratteri standard - l'antalone, taccagno e libertino,
il Capitano spaccone, il credulone Dott. Graziano. In Inghilterra, soprattutto
Ben Johnson usò il metodo di ignorare tutti i tratti e le manie di ciascun
personaggio tranne il più ovvio, che divenne la molla principale delle
sue prime commedie "Ognuno nelle sue manie" (1598) e "Ognuno fuori delle
sue manie" (1599). Io non aspiro certo a queste altezze, ma spero che
riderete e vi divertirete e che forse uno o due fra voi si riconoscerà
- o riconoscerà almeno un suo tratto - nella mia commedia.
Clive Exton
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