Teatro Eliseo
presenta



UN MARITO
di Italo Svevo
adattamento di Giuseppe Patroni Griffi

con
UMBERTO ORSINI

e con
Valentina Sperlì
Toni Bertorelli
Anita Bartolucci


regia di
Giuseppe Patroni Griffi

scene e costumi Aldo Terlizzi


Un'idea per Un marito di Svevo
E' curioso questo testo di Svevo finito di scrivere nel lontano 1903. In piena Belle Epoque (La Vedova Allegra è del 1905), egli prende i suoi personaggi e li precipita nel crogiolo della psicanalisi neonata nemesi di tutte le architetture del novecento. Allora, mi dico, questi personaggi sono già proiettati in un loro futuro, sono personaggi a venire? E in quale futuro essi si troveranno, mi domando ancora? Ma nel futuro delle rivoluzioni delle arti, figurative, musicali, architettoniche, delle nuove scoperte delle malattie della psiche, in definitiva, essi inconsapevolmente si affacciano con problemi a loro sconosciuti in un mondo tutto nuovo, un mondo che sta sfasciando gli infiniti estetismi di fine secolo, un mondo per molti lati a loro ignoto (vedi a questo proposito il masochismo che impregna i rapporti marito-moglie), un mondo diverso nel quale inserirsi e che li travolgerà per sempre. E' la rottura in atto col passato, il naufragio: essi stanno varcando la soglia della profonda rivoluzione del novecento. Se l'avvocato Arcetri è la summa di tutto ciò, il personaggio più sorprendente, al di là, che s'è gettato alle spalle il modo di essere del vecchio secolo da cui proviene, è sua moglie Bice, le cui azioni provocatorie e la cui lealtà, nonché l'accettazione di un espiare metafisico, la sfaccettano con un taglio moderno, a noi chiaro e comprensibile, da lasciare senza fiato. Si è parlato a proposito di questo testo, di Ibsen, Strindberg, di Pirandello. Per il tono a volte sarcastico, a volte comico che usa l'autore, perché non ricordarsi anche di G. B. Shaw? Candida, La signora Warren, sono degli stessi anni.
Giuseppe Patroni Griffi