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Achille
Campanile (1900-1977) è, nel panorama del teatro comico italiano del
Novecento, una grande e solitaria eccezione. Scrittore poliedrico. Campanile
ha firmato numerosissimi romanzi umoristici che vengono ciclicamente
riscoperti (l'ultima riscoperta è proprio di questa estate). Ma Achille
Campanile ha un posto molto preciso e importante anche nel teatro; nelle
sue commedie ha sviluppato in particolare una originale vena di comicità,
quasi "dadaista", sicuramente riconducibile ad un filone dell'assurdo,
di cui Campanile da molti è ritenuto il padre. Le sue commedie hanno
avuto anche frequenti trasposizioni cinematografiche; ricordiamo tra
le altre, la sceneggiatura di Animati pazzi (1939) diretto da Anton
Giulio Bragaglia e interpretato da Totò. L'inventore del cavallo è un
collage di atti unici L'inventore del cavallo che da il titolo allo
spettacolo, e Centocinquanta, la gallina canta), di tragedie in due
battute, e di brani di prosa "adattati" alla scena. L'inventore del
cavallo, scritto nel 1926, è una commedia che racconta di una cerimonia
dell'Accademia di Immortali, organizzata per premiare il Prof. Bolibine
che ha avuto l'onore e il merito di inventare nientemeno che il "cavallo".
In attesa del suo arrivo conosciamo i membri di questa illustre e insolita
"Accademia". Tra gli altri, la Signorina Yvonne che ricorda a memoria
qualsiasi data, anche se purtroppo non sa se a queste date sia collegabile
qualche avvenimento, ed è inoltre una grande conoscitrice della lingua
inglese, anche se fa uso di un vocabolario tutto suo di cui fanno parte
parole come "ndrbl" di cui solo lei conosce il significato. O il Poeta
Maledetto incapace di scrivere versi. Infine ecco che arriva il grande
Professor Bolibine, inventore del cavallo, omaggiato da tutti e acclamato
come unico e grande scopritore, fino a che tutti i presenti, incuriositi
da uno strano rumore, vanno alla finestra e scoprono che sta sfilando
un reggimento di cavalleria. A quel punto capiscono di essere stati
ingannati, e cacciano in malo modo "l'inventore del cavallo".
La storia dello spettacolo che "andiamo a presentare" è molto lunga.
Risale addirittura a quindici anni fa, quando ero responsabile del settore
prosa dell'Estate Fiesolana. Fu allora che con la collaborazione di
un amico, Pasquale Guadagnolo, mi feci venire in mente uno spettacolo
che aveva l'ambizione di essere divertente e la necessità di costare
molto poco: un'antologia del teatro di Achille Campanile che comprendeva
un'ampia scelta delle "tragedie in due battute". Individuai in Eros
Pagni e in Ugo Maria Morosi i due attori protagonisti e in Marco Parodi
il regista. Lo spettacolo, allestito in pochi giorni, ebbe successo.
Ivo Chiesa, direttore del Teatro Stabile di Genova, decise di utilizzare
la nostra idea e produrre uno spettacolo molto più impegnativo (Amleto
in trattoria, dal titolo di una delle tragedie in due battute) con la
regia dello stesso Parodi e le scene di Gianfranco Padovani, a cui parteciparono
Magda Mercatali e, in diversi momenti, Daniele Formica, Massimo Lopez,
Camillo Milli e altri attori. All'inizio della scorsa stagione teatrale,
Pagni e Morosi si trovavano a Modena impegnati in Mille franchi di ricompensa,
prodotto proprio dallo Stabile di Genova. Proposi loro, e a Dorotea
Aslanidis, di allestire una sorta di "conferenza-spettacolo" su Campanile,
riesumando quelle vecchie memorie. Effettuammo due repliche, una per
il pubblico scolastico e l'altra per quello serale, sufficienti a farci
capire che l'umorismo di Campanile, comunque lo si voglia definire o
ridefinire, ha ancora una forte presa sul pubblico. Ci lasciammo con
la promessa reciproca di ritornare, presto o tardi, su questa idea.
Attraverso le consuete peripezie che accompagnano la nascita di uno
spettacolo, siamo arrivati a formulare la proposta per questa stagione,
"riportando in squadra" quella deliziosa complice che è Magda Mercatali.
Vedremo se ci riuscirà di segnare qualche goal.
Giuseppe Di Leva
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