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Quante volte le
"parole" hanno contribuito a segnare un'epoca, svelando ideali
e aspettative di intere generazioni? Quante volte un particolare momento
storico viene ricordato grazie ad una frase, il frammento di un discorso
che ha lasciato un segno indelebile. 'E quante volte ancora, i grandi
oratori hanno saputo accendere passioni civili individuando i traguardi
sociali da conquistare trascinando milioni di persone?
Le "parole" dunque, alla pari degli "eventi", hanno
fortemente inciso sulla storia; anzi, diventando esse stesse "eventi",
hanno contribuito a fare la storia.
Nella prima parte del Novecento, a scuola, si insegnava ancora la retorica,
intesa come qualità dell'espressione orale; Demostene, Socrate,
i padri dell'arte oratoria, venivano studiati per la loro capacità
di sorprendere e affascinare.
Dopo di loro, molti altri grandi personaggi si sono resi protagonisti
di discorsi memorabili: alcuni esempi dell'importanza di un messaggio
trasmesso mediante la voce. Un messaggio capace poi di moltiplicarsi.
Parole tutt'altro che casuali, rimaste scolpite indelebilmente nell'immaginario
collettivo, come "I have a dream" - Martin Luther King -e
"Ich bin ein Berliner"- John Kennedy-.
Maria Laura Baccarini, interpreta, canta, recita i grandi discorsi della
storia, riuniti in una specifica trama per "grandi temi",
coadiuvata in scena dalle musiche del Maestro Matteo Cremolini (chitarra
acustica + bassi). In palcoscenico, una scenografia emotiva: colonne
greche, leggii, un disegno luci particolare ed un grande schermo per
le video-proiezioni (contributi immagini e video inediti). I discorsi
scelti, per il valore dei temi affrontati e la loro valenza storica,
travalicano il sesso di coloro che ne furono interpreti. Maria Laura
Baccarini infatti, con garbo ed eleganza, conduce il pubblico in un'atmosfera
coinvolgente, accompagnando gli spettatori attraverso epoche diverse.
Durante lo spettacolo intervengono alcune voci fuori campo affidate
ad interpreti importanti come Gigi Proietti, Rosario e Beppe Fiorello,
Catherine Spaak e Arnoldo Foà.
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