Compagnia Lavia Anagni
presenta

MACBETH
di William Shakespeare
traduzione di Alessandro Serpieri

con
GABRIELE LAVIA
GIOVANNA DI RAUSO

regia
Gabriele Lavia

scene ALESSANDRO CAMERA
costumi ANDREA VIOTTI
light designer PIETRO SPERDUTI

"Macbeth è la tragedia del tempo umano - come sottolinea Gabriele Lavia nelle note di regia - lineare il tempo di una esistenza fatta di 'Domani.domani.' E' un tempo fatto di paura. E' la tragedia del tempo di un Uomo Nuovo condannato al "fare" per "potersi fare". Re o altro ha poca importanza. Un uomo condannato alla paura di perdere ciò che ha raggiunto col suo "fare" e che vive nella ambigua incertezza di essere qualcosa e non essere mai nulla con certezza. Questo Uomo Nuovo non è portatore di un nuovo modello di realtà, ma il dubbioso interprete di una soggettività in pezzi, pieno di nostalgia per una ontologia smarrita per sempre. "C'è stato un tempo in cui..." dice Macbeth sulla Scena che non è più il Senso dentro cui agire e che non ha più Senso. Il palcoscenico della storia è andato in pezzi e l'Uomo-Attore sulla scena del mondo recita la sua vita come "la favola scritta da un'idiota. Non significa nulla". Se tutti i riferimenti e i fondamenti sono caduti, tutti i significati e i sensi si vanificano nelle parole vuote di un delirio di pazzi."