Teatro del Banchero
Associazione culturale
Officina
Scuola propedeutica di Teatro

presenta

CARNE ROSSA CARNE NERA
di Gianni Cascone
concerto per due voci recitanti, chitarra e computer
partitura drammaturgica di Alessio Boni e Marcello Prayer

con
ALESSIO BONI --------------MARCELLO PRAYER

musiche ANDREA ORSI

Nota interpretativa.
Quando siamo venuti in possesso del testo di Gianni Cascone, ci siamo immersi in una spontanea lettura tutta d'un fiato. Quasi da subito è venuta in cuore l'idea di restituire il testo in forma di concerto/poema, dove lo spazio scenico fosse scritto e vissuto attraverso la voce e il suono.
L'equilibrio di questi elementi ci è parso il fondamento per tentare una finestra di concerto oratoriale che ci mettesse in piena partitura di visione e ascolto, una ricerca intorno alla radice stessa del teatro (di qui la forma di concerto/poema) in cui ravviare una scrittura scenica attraverso l'intreccio puro di voce e suono. Intreccio che vole stare oltre la lettura (infatti non si tratta nè di un monologo nè di una narrazione) e prima dello spettacolo, infatti non è una illustrazione delle azioni bensì un'indagine dentro la necessità primaria che spinge-che ha sempre spinto- la parola a intrecciarsi con il suono e l'immagine in un luogo".
Poi è venuto spontaneo pensare che fossero due voci maschili ad articolarsi e confrontarsi con il senso e la possibilità dell'amore in una sorta di rito sacrificale, ci è risultato necessario. Come se per comprendere una femmina ci volessero due maschi. Due maschi bianchi per una femmina nera. Uno strumento per conoscere l'Altra. L'Altra da noi.

E' curioso come l'amore
si porta il ricordo dell'amore
quando volevamo l'amore
ma non eravamo ancora pronti
a farci sorprendere dalla differenza
Gianni Cascone
(Carne rossa carne nera)

La storia
Un uomo sta facendo l'amore con una donna di colore: l'ha incontrata per caso più volte (alla stazione, in autobus) finchè non si è convinto che il caso in realtà era un destino.
I due hanno intrecciato una relazione amorosa che porta entrambi a confrontarsi con i personali pregiudizi rispetto all'Altro: lui guarda e riflette l'ambiente di lei-le amiche sarte, i bar frequentati da extracomunitari, le feste dei neri-lei guarda e riflette su di lui, si infila nella sua vita, lo travolge, ma silenziosamente, ostinatamente, senza raccontare molto di sè.
In una città contemporanea, probabilmente europea, i due portano avanti la loro relazione più stupiti e curiosi che timorosi delle difficoltà che inevitabilmente sorgeranno nella coppia mista tra due persone appartenenti a mondi e culture diversi.
Solo che sull'uomo, e inevitabilmente sul rapporto amoroso, incombe un grave pericolo: una figura sinistra-un malavitoso ora molto prudente, colluso con il potere e che si avvia a riciclarsi in politica- sta seguendo il protagonista per intimidirlo o addirittura sopprimerlo dato che, probabilmente, l'uomo conosce i suoi segreti e il suo oscuro passato.
Le intimidazioni si infittiscono fino a che, una notte, il malavitoso in prima persona non incastra l'uomo e la donna in un vicolo pronto a schiacciarli con un caterpillar, fingendo un incidente di canitere. Ma nel momento di estremo pericolo un gruppo di uomini neri-amici della protagonista- salveranno i due, avviando il racconto a un esito soprendente.
Il racconto realistico e insieme fortemente simbolico, tratta dunque delle residue possibilità dell'amore fra umani, anche diversi, del rapporto con l'Altro e della violenza nel mondo contemporaneo.
La voce narrante è quella dell'uomo:attraverso il suo "diario" in presa diretta i lettori/spettatori conoscono l'evolversi vertiginoso della storia che corre verso il finale come un'auto lanciata contro un muro.

Gianni Cascone è un autore che viene dal teatro: questa frequentazione iniziata precocemente nel Laboratorio di Ronconi a Prato accanto a Marisa Fabbri , lo ha marcato indelebilmente tanto che la sua parola narrativa è intrisa di elementi "performativi", come dimostra il romanzo "Quadrante nord" (Manni 2004). D'altronde egli, oltre ad avere scritto romanzi e diversi racconti pubblicati su riviste e libri miscellanei, trona spesso a scrivere per il teatro.
Il testo "Carne rossa Carne nera" rappresenta in qualche modo una svolta nella sua produzione, o meglio un ritorno alle origini, con toni e situazioni più forti ed espresionistici.
Dopo aver scritto per le scene la "Trilogia dello smascheramento" (oggetto, VAS, piede di bufera 1992-2005) dedicata all'identità della persona, dell'attore e del personaggio colte nel problematico confronto con la realtà e con la creazione, "Carne rossa Carne nera"declina ora l'identità di un drammatico confronto con l'Altro da noi. In tal senso, "Carne rossa Carne nera" rappresenta, pur in una netta linea di continuità con le proprie origini teatrali, una svolta nella sua produzione, con la quale i toni e le situazioni si fanno più forti ed espresisonistici.
La storia è quella dell'amore tra un uomo occidentale e una donna africana, con tutto quello che comporta: passione, erotismo, incomprensioni con l'ambiente dell'immigrazione, enigmi, dubbi sul futuro. Ma la sua relazione si intreccia con un altra vicenda che riguarda il protagonista: egli è minacciato da un boss della malavita che si è dato alla politica e di cui l'uomo probabilmente conosce molti scomodi segreti. E' per questo che è sotto costante minaccia, che viene aggredito, che viene braccato come un animale.
Il diario dell'uomo-il punto di vista della "narrazione"-ci porta da subito in medias res, cioè quando la storia d'amore è già iniziata ( elui ricorda l'incontro e riflette sul rapporto) e mentre le minaccie crescono fino al tragico esito finale.
Dunque i temi su cui ruota il testo, volutamente attuali, sono il senso e la possibilità dell'amore, il confronto interculturale e il clima di violenza cui sembra ormai inesorabilmente destinata la società.
Attraverso un linguaggio e delle immagini forti attraverso situazioni contemporanee, in realtà il testo suscita sotto traccia in chi legge o ascolta un recupero del "sacro", con tutto il suo portato di simbolismo, di mistero ma anche di terribilità: elemnti che lo connettono, nelle intenzioni dell'autore, alle radici stesse del teatro.