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Nota interpretativa.
Quando siamo venuti in possesso del testo di Gianni Cascone, ci siamo
immersi in una spontanea lettura tutta d'un fiato. Quasi da subito è
venuta in cuore l'idea di restituire il testo in forma di concerto/poema,
dove lo spazio scenico fosse scritto e vissuto attraverso la voce e
il suono.
L'equilibrio di questi elementi ci è parso il fondamento per
tentare una finestra di concerto oratoriale che ci mettesse in piena
partitura di visione e ascolto, una ricerca intorno alla radice stessa
del teatro (di qui la forma di concerto/poema) in cui ravviare una scrittura
scenica attraverso l'intreccio puro di voce e suono. Intreccio che vole
stare oltre la lettura (infatti non si tratta nè di un monologo
nè di una narrazione) e prima dello spettacolo, infatti non è
una illustrazione delle azioni bensì un'indagine dentro la necessità
primaria che spinge-che ha sempre spinto- la parola a intrecciarsi con
il suono e l'immagine in un luogo".
Poi è venuto spontaneo pensare che fossero due voci maschili
ad articolarsi e confrontarsi con il senso e la possibilità dell'amore
in una sorta di rito sacrificale, ci è risultato necessario.
Come se per comprendere una femmina ci volessero due maschi. Due maschi
bianchi per una femmina nera. Uno strumento per conoscere l'Altra. L'Altra
da noi.
E' curioso come l'amore
si porta il ricordo dell'amore
quando volevamo l'amore
ma non eravamo ancora pronti
a farci sorprendere dalla differenza
Gianni Cascone
(Carne rossa carne nera)
La storia
Un uomo sta facendo l'amore con una donna di colore: l'ha incontrata
per caso più volte (alla stazione, in autobus) finchè
non si è convinto che il caso in realtà era un destino.
I due hanno intrecciato una relazione amorosa che porta entrambi a confrontarsi
con i personali pregiudizi rispetto all'Altro: lui guarda e riflette
l'ambiente di lei-le amiche sarte, i bar frequentati da extracomunitari,
le feste dei neri-lei guarda e riflette su di lui, si infila nella sua
vita, lo travolge, ma silenziosamente, ostinatamente, senza raccontare
molto di sè.
In una città contemporanea, probabilmente europea, i due portano
avanti la loro relazione più stupiti e curiosi che timorosi delle
difficoltà che inevitabilmente sorgeranno nella coppia mista
tra due persone appartenenti a mondi e culture diversi.
Solo che sull'uomo, e inevitabilmente sul rapporto amoroso, incombe
un grave pericolo: una figura sinistra-un malavitoso ora molto prudente,
colluso con il potere e che si avvia a riciclarsi in politica- sta seguendo
il protagonista per intimidirlo o addirittura sopprimerlo dato che,
probabilmente, l'uomo conosce i suoi segreti e il suo oscuro passato.
Le intimidazioni si infittiscono fino a che, una notte, il malavitoso
in prima persona non incastra l'uomo e la donna in un vicolo pronto
a schiacciarli con un caterpillar, fingendo un incidente di canitere.
Ma nel momento di estremo pericolo un gruppo di uomini neri-amici della
protagonista- salveranno i due, avviando il racconto a un esito soprendente.
Il racconto realistico e insieme fortemente simbolico, tratta dunque
delle residue possibilità dell'amore fra umani, anche diversi,
del rapporto con l'Altro e della violenza nel mondo contemporaneo.
La voce narrante è quella dell'uomo:attraverso il suo "diario"
in presa diretta i lettori/spettatori conoscono l'evolversi vertiginoso
della storia che corre verso il finale come un'auto lanciata contro
un muro.
Gianni Cascone è un autore che viene dal teatro: questa frequentazione
iniziata precocemente nel Laboratorio di Ronconi a Prato accanto a Marisa
Fabbri , lo ha marcato indelebilmente tanto che la sua parola narrativa
è intrisa di elementi "performativi", come dimostra
il romanzo "Quadrante nord" (Manni 2004). D'altronde egli,
oltre ad avere scritto romanzi e diversi racconti pubblicati su riviste
e libri miscellanei, trona spesso a scrivere per il teatro.
Il testo "Carne rossa Carne nera" rappresenta in qualche modo
una svolta nella sua produzione, o meglio un ritorno alle origini, con
toni e situazioni più forti ed espresionistici.
Dopo aver scritto per le scene la "Trilogia dello smascheramento"
(oggetto, VAS, piede di bufera 1992-2005) dedicata all'identità
della persona, dell'attore e del personaggio colte nel problematico
confronto con la realtà e con la creazione, "Carne rossa
Carne nera"declina ora l'identità di un drammatico confronto
con l'Altro da noi. In tal senso, "Carne rossa Carne nera"
rappresenta, pur in una netta linea di continuità con le proprie
origini teatrali, una svolta nella sua produzione, con la quale i toni
e le situazioni si fanno più forti ed espresisonistici.
La storia è quella dell'amore tra un uomo occidentale e una donna
africana, con tutto quello che comporta: passione, erotismo, incomprensioni
con l'ambiente dell'immigrazione, enigmi, dubbi sul futuro. Ma la sua
relazione si intreccia con un altra vicenda che riguarda il protagonista:
egli è minacciato da un boss della malavita che si è dato
alla politica e di cui l'uomo probabilmente conosce molti scomodi segreti.
E' per questo che è sotto costante minaccia, che viene aggredito,
che viene braccato come un animale.
Il diario dell'uomo-il punto di vista della "narrazione"-ci
porta da subito in medias res, cioè quando la storia d'amore
è già iniziata ( elui ricorda l'incontro e riflette sul
rapporto) e mentre le minaccie crescono fino al tragico esito finale.
Dunque i temi su cui ruota il testo, volutamente attuali, sono il senso
e la possibilità dell'amore, il confronto interculturale e il
clima di violenza cui sembra ormai inesorabilmente destinata la società.
Attraverso un linguaggio e delle immagini forti attraverso situazioni
contemporanee, in realtà il testo suscita sotto traccia in chi
legge o ascolta un recupero del "sacro", con tutto il suo
portato di simbolismo, di mistero ma anche di terribilità: elemnti
che lo connettono, nelle intenzioni dell'autore, alle radici stesse
del teatro.
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