Teatro Nino Manfredi
presenta

SOTTOBANCO
di Domenico Starnone

con
GAIA DE LAURENTIIS

e con
FELICE DELLA CORTE
PIETRO DE SILVA


e con
RICCARDO BARBERA
SILVIA BROGI
PAOLO PERINELLI
ed un attore da definire


regia
Claudio Boccaccini

musiche ANTONIO DI POFI
aiuto regia ERIKA LI CAUSI

Il testo, portato in scena per la prima volta nel 1992 con la regia di Daniele Luchetti e con Silvio Orlando e Angela Finocchiaro nei ruoli principali, fotografa con umorismo tagliente la situazione della scuola nel nostro paese. Da “Sottobanco” venne tratto nel 1995 il film “La Scuola”, sempre con la regia di Daniele Luchetti, con Silvio Orlando, che tornava quindi ad indossare i panni di Cozzolino, e con Anna Galiena e Fabrizio Bentivoglio.

Note di regia Ultimo giorno di scuola e tempo di scrutini in un istituto tecnico alla periferia romana. Le cose vanno decisamente male: per fatiscenza è crollato il soffitto della biblioteca e il consiglio di classe è costretto a riunirsi nei maleodoranti locali della palestra per dibattere sul destino di una classe irrequieta e bizzarra, dove spicca la presenza imbarazzante di un allievo che - a causa del suo comportamento – dividerà i giudizi dei professori. Il dibattito diventerà fatale pretesto per scatenare accuse, recriminazioni, rese dei conti derivanti da gelosie e rancori pregressi. Ma, tra meschinità e pettegolezzi, vi sarà anche spazio - imprevedibilmente - per la nascita di un amore fra due insegnanti particolari: la Professoressa Baccalauro e il Professor Cozzolino. Così torna in scena la fortunata commedia dell’ex-professore Domenico Starnone, che ha avuto anche una trasposizione cinematografica, e continua ad essere una esilarante e feroce occasione di riflessione sulle problematiche vecchie e nuove di una scuola che ancora non riesce a "decollare": dalla demotivazione dei professori, che talvolta sfiora anche l’ignoranza, alle piccole serpeggianti forme di corruzione, dal malcostume studentesco agli equilibrismi del corpo insegnante fatto di doppilavoristi, madri di famiglia in perenne servizio, quarantenni che corteggiano le studentesse, supplenti di supplenti, etc.. Ma se la scuola soffre di molti mali, se ne può anche ridere, e davvero di gusto: il cinismo con cui Sottobanco affronta un così delicato argomento crea fatalmente situazioni di esilarante fraintendimento, trasformando lo spaccato di un’istituzione sull’orlo della crisi in una narrazione che corre sul filo continuo della risata.