Sicilia Teatro
presenta

ILIADE.DA OMERO A OMERO
testi e montaggio di Monica Centanni

con
SEBASTIANO LO MONACO

ensamble musicale dal vivo diretto dal maestro MASSIMO MERCELLI
movimenti coreografici a cura di DEANNA LOSI

Sebastiano Lo Monaco, uno dei più versatili interpreti della tradizione teatrale italiana accetta la sfida di tradurre in scena il più grande poema epico e diventa il cantore che cuce in una nuova rapsodia i brani degli antichi racconti. La voce del cantore riannoda e ricompone i fili della narrazione omerica, incastonando nel racconto epico brani tratti dall'Odissea e dalle versioni teatrali che i tragici rielaborarono dal mito di Troia.
Questa "Iliade" ricapitola la storia della spedizione achea contro la rocca di Priamo dall'inizio alla fine: dagli amori di Elena e Paride, fino all'inganno del cavallo, la concquista e l'incendio della città, la spartizione delle donne dei vinti - le principesse troiane fatte schiave dai vincitori -.
Storie di eroi - Achille, Ettore, Ulisse - che nell'impresa mettono alla prova il limite e la qualità del loro singolare valore e intanto, insieme, disegnano la variegata costellazione dei valori su cui si fonda, nel bene e nel male, la civiltà occidentale: amicizia, coraggio, lealtà, carattere, astuzia, passione, ragione.
Storie di dei - Atena, Poseidone, Ares, Afrodite - che si schierano in battaglia al fianco degli uomini per dar prova non solo del loro potere, ma della loro stessa esistenza.
L'Iliade è tradizionalmente il poema della guerra. Cantato in esametri, è caratterizzato dal gioco combinato delle formule e dei motivi tematici che costituiscono il repertorio tradizionale degli aedi, e mostra in più punti (fra l'altro in non rare incongruenze interne) il segno della composizione oralee della successiva redazione scritta che ne determinò a forma attuale: il rapporto fra tali fasi è l'oggetto principale della cosiddetta "questione omerica". Se nel poema emergono indubbie linee di continuità, e con esse ritratti a tutto tondo di personaggi che costituiscono evidentemente i punti forti della storia (in particolare Achille ed Ettore), è difficile negare l'autonomia di molti episodi che costituiscono quasi dei poemi nel poema; al contempo, rimandi interni ed echi a distanza restituiscono l'imagine di un testo monumentale compatto e intimamente coerente, al di là di occasionali smagliature.
Per la sua struttura narrativa e per alcuni tratti, sia di ordine liguistico, si di ordine tematico, l'Iliade è considerato dagli studiosi (e già dagli antichi) precedente l'Odissea, benchè non manchi chi ha pensato piuttosto a una genesi contemporanea - nel corso di una lunghissima gestazione orale - dei due poemi. A proposito del carattere bellicistico attribuito al poema, studi recenti hanno mostrato come la vicenda di Achille, Patroclo, Ettore e Priamo miri piuttosto a una segreta messa in discussione dell'ideologia guerresca che pure costituisce un valore indiscusso dell'ideologia arcaica. Della fortuna dell'Iliade è appena il caso di dire. Se accanto all'Odissea essa costituì per secoli il testo-base della stessa scolarizzazione elementare greca, nonchè un modello di autorità indiscusso per poeti afferenti a ogni genere letterario, anche nel mondo latino conobbe un grande successo e diverse traduzioni a partire dal I secolo a.C., divenendo un esempio inevitabile per la poesia epica (per esempio Virgilio) e non solo. Caduta nell'oblio per tutto il corso del medioevo, e tacciata di rudezza e di primitivismo a partire dal rinascimento, con i romantici tornò a essere il poema epico per eccellenza, mentre l'affinarsi dei metodi critici - fra ottocento e novecento - ha aperto la "questione omerica" uno dei capitoli più appassionanti della ricerca filologica contemporanea.
Il monologo è opera originale di Monica Centanni, grecista di fama internazionale, docente di Archeologia e traduzione classica all'IUAV di Venezia, ha ricevuto il premio Monselice 2005 per la traduzione di "Eschilo - tutte le tragedie" nella collana Meridiani dell'editore Mondadori. I brani tratti dall'Iliade sono rielaborati dall'autrice a partire dalla versione di Maria Grazia Ciani (Marsilio Editori, Venezia 1990).
Massimo Mercelli, allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, diventa a soli diciannove anni primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il Premio Francesco Cilea, il Concorso Internazionale Giornate Musicali e il Concorso Internazionale di Stresa. Ha suonato in alcune delle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Herculessaal e Gasteig di Monaco, Teatro Colon di Buenos Aires, Concertgebouw di Amsterdam, Auditorium RAI di Torino e Napoli, Victoria Hall di Ginevra, St-Martin-in-the-Fields di Londra, Mozarteum di Salisburgo, Parco della Musica di Roma, nei Quartieri Generali delle Nazioni Unite a New York e nei Festival di Ljubljana, Berlino, Santander, Vilnius, San Pietroburgo, Beethoven di Bonn, Cervantino, Rheingau e Jerusalem, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Jean-Pierre Rampal, Krzysztof Penderecki, Philip Glass, Peter-Lukas Graf, Maxence Larrieu, Aurèle Nicolet, Cecilia Gasdia, Anna Caterina Antonacci, Federico Mondelci, Jan Latham-König, Patrizia Tassini, Susanna Mildonian, e con orchestre come i Moscow Soloists, la Lituanian National Symphony Orchestra, i Wiener Symphoniker, la European Union Chamber Orchestra, i Solisti della Scala, i Solisti di Salisburgo, l'Orchestra da camera di Mosca, l'Orchestra dell'Opera di Roma, l'Orchestra della Radiotelevisione Slovena, l'Orchestra Filarmonica di Riga. Direttore artistico e fondatore dell'Emilia Romagna Festival, dal 2001 fa parte del comitato direttivo della European Festival Association. Recentemente ha eseguito in prima esecuzione assoluta Façades per flauto e piano di Philip Glass col compositore al pianoforte, ha suonato alla Wigmore Hall di Londra e alla grande sala del Mozarteum di Salisburgo e tenuto Master Class per la Rostropovich Foundation.