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"C'era una
volta un re e una regina che avevano tre figlie bellissime" così
iniziava la Favola di Amore e Psiche, centro,anzi cuore del romanzo
"L'Asino d'oro" di Apuleio. E l'inizio è proprio l'inizio
di tutte le Favole e si può ben dire che questa sia l'archetipo
di tante fiabe moderne...in un certo senso, la favola delle favole.
"L'asino d'oro" è uno dei grandi romanzi "moderni"
dell'antichità romana (e non solo) insieme al "Satyricon"
di Petronio, e non a caso, dopo aver affrontato lo scorso anno il "Satyricon",
ora mi impegno nella messa in scena de "L' Asino d'oro" (conosciuto
anche col titolo di "Metamorfosi"). E così come per
il "Satyricon" mi ero concentrato, sull'episodio della Cena
di Trimalcione, per l'asino, non ho preso l'intero romanzo ma la sua
parte centrale, senz'altro la più bella, poetica e suggestiva,
"la favola di Amore e Psiche".
Psiche era bellissima, talmente bella da suscitare invidia addirittura
in Venere che irata dall'esistenza di una mortale che adombrava la sua
bellezza decide di punirla, eliminarla, facendola innamorare di una
qualche mostruosità, ed invia Cupido-Amore per farla trafiggire
con un dardo di passione nei confronti di quanto di peggio si potesse
trovare, uomo o animale. Ma Amore, alla vista di Psiche se ne innamora,
e la salva da rovina e morte, portandola in un suo castello fatato,
dove la notte la ama senza farsi vedere in volto. Le due sorelle vengono
invitate la castello da Psiche ed invidiose preparano un piano per rovinare
la sorella rimasta nel frattempo incinta del suo amante misterioso.
"E' un mostro, una bestia, tu sorella, per salvarti, lo devi uccidere,
mentre lui dorme di nitte, dopo l'amore". La giovane ci crede,
si prepara al delitto, poi vede il vero volto del suo amato, ed il puglnale
cade di amno, ma per punizione perde tutto mentre Venere ancora la cerca
per eliminarla. Dopo una serie di avventure d'espiazione, compresa la
discea agli inferi, l'amore trionferà. Come dicevo l'opera di
Apuleio, originario di Madaura, in Africa, è stata ispirazione
di tantissime favole moderne, da "La bella e la Bestia" a
"Biancaneve" a "Cenerentola", passando attraverso
grandi capolavori letterari, per citarne uno solo, il "Sogno di
una notte di mezz'estate" di Shakespeare. E la morale, se una morale
si vuol trovare, dietro un velo di happy end decadente, è inquietante,
o perlomeno fa riflettere: se vuoi essere felice, anima mia, non voler
sapere com'è fatto il tuo amore"
Renato Giordano
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