|
Prima parte
Chopiniana
Lo spettacolo presenta con le coreografie di Fredy Franzutti una elaborazione
del balletto del coreografo Micael Fokine su musiche del pianista polacco
Frederic Chopin. Dall'idea originale rimane il gusto neoromantico, rivisitato
dalle nuove coreografie che presentano diverse ispirazioni pur avendo
molte delle caratteristiche tipiche dell'impressionismo coreografico
di Fokine. E' presente il colore bianco dei costumi che ricreano l'atmosfera
del sogno romantico, della visione onirica, della così detta
"Reverie Romantique" denominazione assunta come sottotitolo
dello spettacolo originale. "Le villi", "Le silfidi",
e tutti gli "atti in bianco" del balletto classico hanno come
soggetto la fragilità della figura femminile che vittima degli
eventi chiede giustizia, pietà, misericordia e compassione. Un'eco
di femminilità che può tramutarsi in vendicatrice terribile,
anima inquieta, fantasma delle nostre paure. Lo spettacolo è
creato in occasione dei 100 anni della prima rappresentazione al Teatro
Marijnski di San Pietroburgo il 23 febbraio 1907.
Seconda parte
L'uccello di fuoco
Il celebre balletto di Igor Stravinskij, nella coreografia di Fredy
Franzutti, oggi uno dei più apprezzati coreografi italiani, mette
in scena l'avventura del principe Ivan che, grazie all'aiuto del magico
uccello dalle piume di fuoco, salva la bella Zarievna, una principessa
prigioniera del terribile mago Katscheij qui interpretato dalla star
del teatro Lindsay Kemp.
La fiaba è una delle più antiche della tradizione russa.
La musica è stata composta nel 1909 su commissione dei Balletti
Russi di Parigi. La messa in scena ripropone con successo la magia del
mito e del racconto attraverso la scoperta dei sottili legami che legano
la cultura e l'iconografia russa alle tradizioni bizantine. In una speciale
rivisitazione ispirata ai films di avventura fantasy, e precisamente
ad un capolavoro degli anni 80: "Conan il barbaro" di John
Millius, Franzutti propone la figura del principe come eroe distruttore
dal cuore di pietra. Il film è ambientato in una terra che si
identifica con la Siberia in un rapporto con la Mongolia; quindi una
Russia preistorica, dove è presente la figura di un principe
di stirpe reale, ma guerruero.
|